Ricerca Index Sitemap Contatti
Home Last Minute Chi Siamo Contatti
Ricerca Casa
Dove Siamo
il Territorio
Tours & Degustazioni
Autonoleggio

 

CORTONA E LA VALDICHIANA

FOIANO DELLA CHIANA: Foiano e la sua frazione Pozzo, hanno origini Antichissime che tra il VI e il IV secolo a.C. vedono la presenza di insediamenti etruschi, testimonianza di un passato ricco di storia e tradizioni. Dopo un secolo di dominio aretino, il feudo di Foiano, prima appartenuto a Siena, passa nel 1336 alla Repubblica fiorentina, che provvede al restauro della già esistente cinta muraria a forma ottagonale. La cittadina, contesa per quasi un secolo tra Arezzo e Firenze, nel 1387 stende il suo primo statuto, costituendosi come comune autonomo. Nel 1436 anche il vicino Pozzo viene, per ordine della Repubblica fiorentina, unito al comune nonostante le continue ribellioni degli abitanti. Una nuova cinta muraria fu costruita a Foiano nel 1476 con lo scopo di proteggere i borghi che si erano formati all’esterno delle mura castellane. Le chiese quattrocentesche di San Michele e San Francesco conservano molte opere di Andrea della Robbia e nella settecentesca chiesa della Collegiata si ammira un’incoronazione della Vergine con Angeli e Santi eseguita da Luca Signorelli nel 1523. Foiano è anche la città del Carnevale più antico d’Italia, che ogni anno richiama grandi e piccini ad assistere alle sfilate di carri allegorici in cartapesta.

CORTONA: Posta a 600 mt. S.l.m. l’antica città etrusca domina l’intera Val di Chiana, dalle porte di Arezzo, fino alle rive del vicino Lago Trasimeno. Fu una delle 12 città della Confederazione Etrusca e di quell’epoca si possono ancora oggi ammirare imponenti tratti delle ciclopiche mura, solo parzialmente modificate in epoca medioevale. La città è tutta raccolta in un cerchio di mura che sono un monumento di rara importanza archeologica ed architettonica. Con le sue strade ripide, le chiese, i conventi, essa è custode delle glorie del suo antico splendore conservando gelosamente, nei musei e nelle chiese, innumerevoli tesori d’arte di ogni epoca. Preziosissimi reperti delle civiltà Egizia, Etrusca e Romana sono conservati nel Museo dell’Accademia Etrusca, mentre capolavori artistici del Signorelli, del Beato Angelico del Severini e di altri famosi artisti possono essere ammirati nel Museo Diocesano, nelle Chiese Medioevali di San Francesco e di San Domenico o in quella Rinascimentale di Santa Maria Nuova e di San Niccolò.

MARCIANO DELLA CHIANA: Sulla sommità di una collina, nell’aria limpida e pura, si erge la torre maestosa, visibile da ogni parte come un indice possente ed elegante rivolto al cielo. Per Lo straordinario stato di conservazione della struttura, merita da sola una visita a Marciano. All’ombra della torre, le case ed i piccoli giardini posti a raggiera, la piazzetta con il pozzo, la bella porta con la torre dell’ orologio, dove spicca lo stemma mediceo, formano un piccolo borgo antico che riproduce esattamente la topografia del castello per il cui possesso combatterono fin dal Medioevo Senesi e Fiorentini, Perugini ed Aretini. Oggi tutto è calma e sorriso e le piccole botteghe sono pronte ad accogliere i visitatori con i prodotti genuini della campagna e con le carni impareggiabili dell’antica razza chianina.

LUCIGNANO: E’ uno dei centri più interessanti della Toscana per l’originale impianto castellano a pianta ellittica entro le cui mura le strade si sviluppano con andamento concentrico. Salvo poche eccezioni gli edifici costruiti fra il XIII e XVIII secolo sono perfettamente conservati e conferiscono al paese un aspetto molto nobile, accentuato dalle solide forme della Rocca (Sec. XV), dalla maestosa prepositura e dalla gotica chiesa di San Francesco. Nel palazzo comunale ricco di affreschi di scuola senese e aretina, è ordinato un piccolo museo, notevolissimo per il pregio delle opere e degli arredi che vi si conservano. Importantissimo un originale reliquario, “L’albero della Vita”, stupendo esempio dell’oreficeria aretina tardogotica. Nelle due ultime domeniche del mese di Maggio nel paese si svolge la tradizionale Maggiolata Lucignanese, una sfilata di carri allegorici ricoperti di fiori di mille colori che richiama in questo piccolo paese della Valdichiana, tantissimi visitatori.

MONTE SAN SAVINO: Monte San Savino si erge sul versante di ponente della Valdichiana, contrapposto a Cortona ed adagiato su di un monte prospiciente la valle del torrente Esse. L’antichissimo borgo nel quale sono stati rinvenuti molti segni di civiltà etrusca nel corso degli scavi condotti a fine ‘800 dall’ insigne archeologo G.F. Gamurrini, divenne nel Medioevo un importante castello con una imponente cinta muraria all’interno della quale si sviluppò un popoloso abitato. Monte San Savino conobbe il suo massimo splendore nella seconda metà del ‘400 e nel ‘500. Fu patria del grande scultore Rinascimentale Andrea Cantucci, detto il Sansovino e del Papa Giulio III. Molti sono gli edifici di architettura medioevale e rinascimentale, fra i quali primeggiano la Chiesa di San Giovanni Battista con il maestoso portale del Sansovino; la Chiesa gotica di S. Agostino del secolo XIV con opere del Vasari e di altri artisti minori del XV Sec.; la loggia del Mercato, bellissima opera fronteggiata dal palazzo della Famiglia Del Monte (oggi sede comunale) edificato da Antonio da Sangallo ed infine la Chiesa di Santa Chiara con opere del Sansovino e di scuola Robbiana.

CASTIGLION FIORENTINO: Di origine Etrusco-Romana, è ricordato come Castiglione Aretino dal 1014 per divenire Fiorentino dopo l’acquisizione della Repubblica Aretina da parte di Firenze nel 1384. Conserva intatta la cinta medioevale dominata dalla fortezza del Cassero. Il centro storico è tutto costituito da nobili edifici civili e sacri, fra i quali i più importanti sono la chiesa gotica di San Francesco, la Collegiata e la Chiesa del Gesù, tutte ricche di opere d’arte di gran pregio. Nella Pinacoteca Comunale sono conservate pregevolissime opere di oreficeria del XIII e XIV secolo e dipinti di grandi artisti quali Margarito, Bartolomeo della Gatta, Vasari e tanti altri. Poco fuori le mura, la rinascimentale chiesa della Consolazione, a pianta ottagonale. A circa 3 Km. dalla città il Castello Medioevale di Montecchio edificato nel XIII secolo su strutture del X e XI secolo costruite a scopo di avvistamento, conserva ancora abbastanza integra la cinta muraria con otto torri, il cassero e la torre principale. (top)

AREZZO E LE SUE VALLI

AREZZO: E’ tra le più antiche città della Toscana e si trova alla confluenza delle quattro vallate che compongono la sua provincia: Val di Chiana, Valdarno, Valtiberina e Casentino. Grazie alla sua felice ubicazione geografica è stato punto d’ incontro di civiltà e culture diverse. La città di origine etrusca e poi fortilizio romano è stata ricca di commerci nel medioevo e di attività artistiche nel periodo rinascimentale. Di ogni periodo la città conserva importanti testimonianze in parte visibili all’aperto, chiese e monumenti, e in parte custodite nei musei cittadini. Tra le opere più importanti segnaliamo la Pieve romanica con il campanile dalle cento buche, la cattedrale con le vetrate di Guglielmo di Marcillat, la basilica di San Francesco con le preziose opere di Piero della Francesca, la chiesa gotica di San Domenico con il crocifisso del Cimabue. Nella splendida cornice di Piazza Grande dominata dalle logge del Vasari si svolge due volte l’anno la “Giostra del Saracino”, e ogni primo sabato e domenica del mese la piazza e i vicoli vicini sono teatro della fiera antiquaria dove è possibile acquistare mobili ed accessori antichi.

POPPII: La sua storia è legata alla famiglia dei Conti Guidi e al loro Castello costruito nel XIII secolo dal maestro di Arnolfo di Cambio. All’ interno del castello si segnalano la scala, la collezione di stemmi, la cappella con un ciclo di affreschi di Taddeo Gaddi, discepolo di Giotto, la grande collezione libraria, donata dai Conti Rilli-Orsini al Comune di Poppi. Immerso nella foresta di abeti secolari troviamo l’Eremo di Camaldoli, uno dei maggiori luoghi della spiritualità toscana. Fondato da San Romualdo intorno al 1012, con le sue venti celle, è luogo di solitudine e contemplazione. La chiesa, dedicata a San Salvatore è ricca di decorazioni barocche e conserva nella cappella di Sant’Antonio Abate una pala in terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Qualche chilometro più a valle sorge il complesso architettonico formato dal Monastero, la Foresteria e la Chiesa dei Santi Donato e Ilariano. Nella sottostante piana di Campaldino, l’11 giugno 1289, si combattè la famosa battaglia tra guelfi Fiorentini e ghibellini Aretini a cui partecipò, tra le file fiorentine, il giovane Dante Alighieri.

BIBBIENA: E’ attualmente il centro abitato più importante del Casentino. In origine fu un importante centro etrusco, poi roccaforte medievale. Del castello sono ancora visibili la Torre dei Tarlati e la Porta dei Fabbri. Il suo centro storico è un mosaico di palazzi signorili: Palazzo Mazzoleni, Palazzo Niccolini e Palazzo Dovizi, quest’ultimo fatto costruire dal Cardinale Bernardo Dovizi nato a Bibbiena, segretario del cardinale Giovanni de’ Medici (futuro papa Leone X). L’architettura religiosa trova espressione nella Chiesa di San Lorenzo che conserva terrecotte invetriate di scuola robbiana, nell’Oratorio di San Francesco, di gusto rococò, nella Pieve di Sant’Ippolito, anticamente cappella del castello dei Tarlati e nel Santuario di Santa Maria del Sasso, uno degli edifici sacri rinascimentali più importanti del Casentino. Manifestazione particolare è la Rievocazione della Mea (ultima domenica di carnevale e martedì grasso).

CHIUSI DELLA VERNA: Il suo territorio è situato tra le valli dell’Arno e del Tevere, in posizione strategica tra Casentino e Valtiberina. Su un grande e suggestivo promontorio roccioso sorge uno dei luoghi più famosi di devozione francescana: il Santuario di San Francesco alla Verna. La visita del santuario è particolarmente suggestiva ed è resa ancor più emozionante e coinvolgente dalla foresta argentata dei faggi che tutto avvolge e nasconde. La chiesetta di Santa Maria degli Angeli, primo edificio sorto sul Monte Sacro, conserva terrecotte robbiane. Nella Basilica di Santa Maria Assunta si ritrovano i capolavori di Andrea Della Robbia: l’Annunciazione e l’Incarnazione, opere nelle quali l’arte diviene mezzo di espressione dello spirito. Il percorso francescano si dipana attraverso altre tappe fondamentali: il Sasso Spicco, dove il Santo era solito pregare; il Corridoio e la Cappella delle Stimmate sorta sul luogo dove nel 1224 San Francesco ricevette da Cristo “l’ultimo sigillo”. Nelle sere d’estate è quasi impossibile non lasciarsi trasportare dalle dolci note del Festival Internazionale di Musica d’organo che si svolge nella Basilica del Santuario.

PRATOVECCHIO: Il centro storico e il suo territorio custodiscono testimonianze architettoniche della fede della sua gente con la presenza, nel borgo, di due monasteri di suore camaldolesi e domenicane e dalla imponente Pieve di San Pietro a Romena, una delle maggiori testimonianze dell’architettura romanica nel Casentino, ubicata non lontano dal borgo. Il potere amministrativo ha il suo simbolo più maestoso nel Castello di Romena, fortezza dei Conti Guidi, citata da Dante nel XXX canto dell’Inferno. In questa città nacque Paolo di Dono, detto Paolo Uccello, maestro della prospettiva. Pratovecchio ospita ogni due anni, a settembre, “Forme del legno”, una manifestazione che coniuga arte, artigianato e cultura legata al legno.
In alcuni dei suoi negozi e possibile trovare il famoso “panno del casentino” un tessuto di lana che gli artigiani producono da oltre cinque secoli nei suoi caratteristici colori verde e arancione.

SANSEPOLCRO: La città di Sansepolcro sviluppatasi intorno alla grande abbazia benedettina ha conservato quasi inalterato l’assetto urbanistico medioevale e si è, nei secoli, arricchita di pregevoli edifici rinascimentali e barocchi fino a diventare il centro più importante della Valtiberina. Città natale di Piero della Francesca, conserva nel Museo Civico numerose memorie del maestro biturgense. Opere come la Resurrezione, complessa e simbolica, il polittico della Misericordia, San Giuliano e San Ludovico testimoniano il genio dell’artista del primo rinascimento. Nella Cattedrale di notevole interesse è il “Volto Santo”, crocifisso ligneo di epoca carolingia. Accanto alla Cattedrale vi è il Palazzo delle Laudi, di forme manieristiche, oggi sede del Comune. Da non perdere una visita alla Chiesa di San Lorenzo che ospita una tavola del Rosso Fiorentino raffigurante la Deposizione. Cuore del centro storico è la piazza Torre di Berta, nella quale, la seconda domenica di settembre si svolge il tradizionale Palio della Balestra, con figuranti che indossano i costumi ispirati ai dipinti di Piero della Francesca. Ogni due anni Sansepolcro diventa, nel mese di settembre, la città del merletto, una vetrina con espositori che provengono dall’Italia e dall’estero.

ANGHIARI: Splendido borgo medievale alle pendici delle colline tra il torrente Sovara e la valle del Tevere. Il suo nome è legato ad una celebre battaglia (Battaglia di Anghiari) del 1440, combattuta nella piana di Anghiari e dipinta da Leonardo nel salone di Palazzo Vecchio a Firenze. Salendo gradatamente dalla pianura troviamo il Borghetto, primo insediamento medievale circondato da possenti mura cinquecentesche, la torre medievale del Campano e la Badia, antica chiesa rupestre, fondata dai monaci camaldolesi intorno all’anno 1000. Nel cuore del centro storico si trova Palazzo Taglieschi, sede del Museo Statale che raccoglie testimonianze artistiche di notevole pregio (una Madonna in legno policromo di Jacopo della Quercia, terrecotte robbiane e un organo positivo da tavolo del ‘500 ancora funzionante). In primavera, i vicoli e le viuzze del borgo antico si animano di curiosi e le botteghe spalancano le loro porte ai visitatori che ogni anno, numerosi, non perdono occasione di visitare la tradizionale Mostra Mercato dell’Artigianato. (top)

IL CHIANTI E LA VALLE DELL’ARNO

CASTELFRANCO DI SOPRA: Il paese nasce come “Terra Murata” nel XIII secolo, per mano dei Fiorentini per contrastare Arezzo e i suoi alleati, ma già precedentemente vi erano stati insediamenti di vario tipo, sia militari che civili. La zona era infatti percorsa da importanti vie di comunicazione prima in età Etrusca e poi Romana. La cinta muraria è quadrangolare con quattro porte torri da cui si dipartivano gli assi viari, oggi ne sono rimaste solo due, al centro sorge tutt’ora la piazza principale con il Palazzo del Municipio, costruito agli inizi del XIV secolo. Alle porte del paese si trova un breve raccordo che conduce alla Badia di San Salvatore a Soffena, il complesso costituito da chiesa, convento e chiostro, nacque nell’XI secolo sulle rovine di un castello. Vicino al paese si può ammirare l’inimitabile paesaggio delle BALZE, che offrono uno spettacolo da fiaba, irto di guglie, pinnacoli piramidi scavate dall’acqua e dal vento in centinaia di migliaia di anni.

LORO CIUFFENNA: Antico borgo edificato su di un suolo roccioso in cui scorrono numerosi corsi d’acqua, il principale è il Ciuffenna. Passeggiando per le strade del centro storico si può vedere come la vita del paese sia stata legata a questo corso d’acqua, dal ponte su cui passa il tracciato della via principale, il mulino con le macine in pietra, per la macinatura del frumento e dei cereali di tutto il territorio circostante. Nella parte più alta del paese si trovano la chiesa parrocchiale di Maria Assunta, nominata nei documenti fin dal secolo XIII e allargata nel XIV, che ingloba una delle torri di cinta del paese. La parte più bassa del borgo detto “FONDACCIO” racchiude gli edifici residenziali più antichi, collegati da viuzze, scale, piazzette e passaggi coperti che riportano ad un clima quasi fuori tempo, creato anche dalle numerose testimonianze del passato. All’interno del paese si trova il Museo dedicato a Venturino Venturi, che conserva in un ambiente ottimamente restaurato, importanti opere dell’artista. Poco fuori dal paese sorge la bellissima Pieve romanica di Gropina, attorno alla quale si raccoglie un nucleo di una ventina di abitazioni.

PIAN DI SCO’: L’origine di Pian di Scò, il cui nome deriva probabilmente da un’abbreviazione di Resco (fiume che attraversa il paese) è oltremodo singolare. Il centro nacque infatti dall’unione di più nuclei abitati sorti attorno ad una serie di mulini posti lungo il “fosso macinate”, un canale artificiale realizzato per alimentare un gran numero di macine, alcune delle quali oggi ancora attive. Il paese divenne comunità a seguito del riordino amministrativo napoleonico nel 1809, venendo staccato da Castelfranco e non esistendo all’epoca un vero e proprio capoluogo, il Municipio venne posto temporaneamente in una Villa a San Miniato a Scò. Il tessuto insediativo del paese è quindi molto particolare, essendosi sviluppato lungo il fosso e lungo la strada maestra che collegava i vari mulini. Le acque e la viabilità sono quindi i fattori cui più è legata l’origine del luogo, oltre naturalmente alla Pieve di Santa Maria che vi sorse tra il X e l’ XI secolo, in dipendenza del vescovo di Fiesole.

BUCINE: Il nome di questa località rivela un’origine etrusco-romana, ma fu nel medioevo che assunse un’importante funzione strategica come castello posto a controllo della Val d’Ambra. Poco distante dall’abitato è interessante una sosta alla Pieve romanica di Galatrona per ammirare un fonte battesimale attribuito a Luca della Robbia. Testimonianza dell’arte e dello spirito è la Badia di San Pietro a Ruoti, una delle più importanti abbazie camaldolesi del territorio aretino. Il Medioevo riaffiora anche con i suoi castelli, famoso quello di Cennina, caratteristico per la tipologia di materiali utilizzati (pietra e mattoni) e per la sua architettura castellare. In estate il suo cortile si trasforma in un teatro all’aperto per ospitare concerti ed eventi musicali di grande pregio.

MONTEVARCHI: Montevarchi sorge nel cuore di una vallata, solcata dall’Arno, di notevole interesse paesaggistico e ricca di testimonianze storiche; inoltre attraversata da importanti arterie di comunicazione, costituisce anche un ottimo punto riferimento per escursioni giornaliere nelle altre grandi e piccole città d’arte della regione. Il centro storico conserva ancora un assetto urbanistico medioevale raccolto intorno alla sua piazza centrale, piazza Varchi. Le fanno da contorno il Palazzo Pretorio, la Collegiata di San Lorenzo risalente al XIII secolo ma rifatta qualche secolo dopo su progetto di Massimiliano Soldani Benzi. Nell’ex sagrestia, sede del Museo di Arte Sacra, il tempietto robbiano attribuito ad Andrea della Robbia e la Consegna della Reliquia del Sacro Latte da parte del Conte Guerra, rappresentano una delle più alte testimonianze dell’arte e della maestria di invetriare la terracotta da parte della celebre famiglia fiorentina. Montevarchi è uno dei maggiori centri commerciali della vallata con produzioni tipiche di alta qualità, come: calzature, abbigliamento e fiori, senza dimenticare il vino e l’olio extra-vergine di oliva.

SAN GIOVANNI VALDARNO: La città di San Giovanni Valdarno è uno dei maggiori centri del Valdarno sviluppatosi lungo la strada di grande comunicazione Arezzo-Firenze. Qui, il 21 dicembre 1401 nacque Masaccio, l’artista innovatore della pittura rinascimentale. In Corso Italia è possibile visitare, in occasione di esposizioni, la sua casa natale. Cuore del centro storico è piazza Masaccio con il Palazzo Pretorio progettato, secondo il Vasari, da Arnolfo di Cambio. Le fanno da contorno notevoli edifici: la quattrocentesca Basilica di Santa Maria delle Grazie ed il Museo che conserva una ricca collezione pittorica e una bellissima Annunciazione del Beato Angelico; la Chiesa di San Lorenzo del XIV secolo con pareti adorne di affreschi del 1400 del pittore Giovanni di Ser Giovanni detto lo “Scheggia”, fratello minore di Masaccio. In piazza Cavour è situata la Pieve di San Giovanni Battista risalente alla prima metà del XIV secolo. Un appuntamento culturale di forte rilevanza è la rassegna cinematografica Valdarno Cinema Fedic che si svolge ogni anno nel mese di aprile. (top)

LA TERRA DI SIENA

CHIUSII: Città ricca di storia e cultura, è un centro archeologico di importanza internazionale. Di origini umbro-etrusche conobbe un periodo di grande espansione tra il VII e il V secolo a.C. dopodiché entrò nella sfera di influenza romana. Sede del ducato longobardo nel 765, conobbe presto una decadenza a causa dell’impaludamento del territorio e della conseguente diffusione della malaria. Entrata dapprima nell’orbita di Orvieto e poi in quella di Siena, divenne per breve tempo libero comune prima di essere rivenduta a Siena ed entrare quindi a far parte, nel 1556, del ducato fiorentino. La notevole importanza turistica di Chiusi è legata al suo ricco patrimonio monumentale tra cui ricordiamo il Museo Archeologico Nazionale che espone circa 2500 reperti frutto di scavi sistematici o provenienti da collezioni private e le tombe etrusche (della Pellegrina, del Leone o della Scimmia) disseminate nel suo territorio. Per chi ama la natura si consiglia una visita al Lago di Chiusi, residuo della palude della Valdichiana, costituisce un sito di notevole interesse floro-faunistico.

PIENZA: La piccola città del senese, è un esempio raro di urbanistica rinascimentale portata a compimento. Il centro di Pienza fu completamente trasformato dal Papa Pio II che progettò di trasformare il suo borgo natale in una città ideale che rappresentasse un modello del Rinascimento. L’architetto Bernardo Rossellino ebbe l’incarico di costruire un Duomo, un palazzo papale e un palazzo comunale; i lavori furono completati in tre anni (1459-1462). Definita di volta in volta la ‘città ideale’, la ‘città utopia’, essa rappresenta oggi concretamente una delle modalità costruttive attraverso le quali in età rinascimentale si cercò di realizzare un modello di vita e di governo ‘ideale’ sulla terra, elaborando un’idea di città che fosse in grado di dare risposte concrete al desiderio di convivenza civile pacifica e operosa degli uomini. Oggi Pienza fa parte di un sistema territoriale chiamato “Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia”, che mira alla conservazione dello straordinario patrimonio artistico dei cinque comuni che ne fanno parte: Castiglion d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia.

MONTALCINO: Città tra le più belle della Toscana, anche per il panorama che la circonda e sul quale si affaccia dall’alto della maestosa rocca. Il suo territorio, che fa parte del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia, è coperto da coltivazioni di vite (da cui si ricavano vini di alto pregio), olivi e boschi. Elevata al grado di città ed eretta a Diocesi nel 1462 da Papa Pio II Piccolomini, la Montalcino rinascimentale visse momenti storici di grande tensione dovuti alla contesa tra Firenze e Siena per l’egemonia sul territorio. Girando per la città si possono ammirare numerose opere architettoniche di epoca medievale, a cominciare dalle mura di cinta che conservano ancora le antiche porte e parte dei torrioni, il Palazzo Comunale, i Loggiati di Piazza del Popolo, la Cattedrale in stile neoclassico, il Santuario della Madonna del Soccorso, la Chiesa di Sant’Egidio e le bellissime chiese trecentesche di Sant’Agostino e di San Francesco, con gli annessi Conventi aperti su bellissimi chiostri. Poco distante da Montalcino ( 9 Km.) si trova l’ Abbazia di Sant’Antimo meraviglioso complesso architettonico in stile romanico che secondo la leggenda, sorse su una antica cappella votiva fatta erigere da Carlo Magno nel 781 d.C.

MONTEPULCIANO: Montepulciano è posto sulla cima di un colle, a confine tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia, dal quale si ammirano panorami bellissimi sulle due valli. Come molte località del Senese, sembra che abbia origini etrusche. Addirittura la leggenda dice che sia stato lo stesso re Porsenna a fondarla, intorno al 500 avanti Cristo. La bella cittadina è considerata la perla del ‘500, un secolo di cui ancora oggi è espressione pressoché intatta. Il paese è circondato da una cinta muraria e da fortificazioni progettate da Antonio da Sangallo il Vecchio nel 1500 per ordine di Cosimo I. Il centro urbano si sviluppa lungo un corso che sale lungo la collina raggiungendo la piazza centrale, Piazza Grande, che si trova alla sua sommità. Montepulciano è conosciuto principalmente per l’imponenza dei suoi palazzi rinascimentali, per l’elegante bellezza delle sue chiese e per il Vino Nobile, uno dei vini toscani più apprezzati a livello internazionale. Di rinomanza internazionale sono anche le sue acque termali sapientemente imbrigliate in moderni stabilimenti termali con reparti attrezzati per la cura delle malattie croniche dell’apparato respiratorio, uditivo, urinario e delle articolazioni muscolo-scheletriche.

ASCIANO: Il territorio del comune di Asciano si trova al centro di quel sistema di colline argillose, a sud-est di Siena, nell’alta valle del fiume Ombrone, chiamato Crete Senesi. Le crete senesi sono delle caratteristiche ondulazioni del terreno di natura calcarea, incise da profonde erosioni e marcate dalla quasi totale assenza di zone alberate. Cambiano colore secondo le stagioni e sono quanto rimane dei fondali di un mare poco profondo, scomparso ormai da un milione di anni. Di origini chiaramente medievali, il territorio di Asciano fu abitato sin dai tempi più antichi, come testimonia il ritrovamento di una necropoli etrusca. L’importanza economica e strategica del paese favorì l’interesse dei fiorentini che, nel 1234, lo devastarono. Assoggettato alla signoria dei Tolomei nel corso del XIII secolo, Asciano tornò, sotto il diretto controllo senese fino al 1554 quando, insieme a Siena, entrò a far parte dello stato mediceo. Nel territorio venne costruita l’abbazia benedettina di Monte Oliveto Maggiore, fondata nel 1313 da Bernardo Tolomei. L’abbazia fu un importante centro religioso, ma anche culturale ed economico, diventando particolarmente nota e vitale nel periodo Rinascimentale.

SIENA: Siena, la cui origine si perde nella notte dei tempi, si distende sui crinali dei colli dominanti le antiche vie di comunicazione. Già città Etrusca e colonia romana, è la più omogenea delle città toscane; le sue forme attuali sono pressoché identiche a quelle del 1300, il secolo in cui la sua arte ed economia erano alternative e concorrenti a quelle fiorentine. Straordinario esempio di architettura medievale e fulcro della città è Piazza del Campo, dalla caratteristica forma a conchiglia, sulla quale si affacciano i più bei palazzi di Siena ed dominata dalla suggestiva Torre del Mangia. E’ sede del celeberrimo Palio che da secoli si corre il 2 Luglio ed il 16 Agosto di ogni anno. Il fascino particolare di questa città non sta soltanto nei monumenti e nelle insigni opere d’arte, ma soprattutto nella qualità della vita che il suo ambiente può offrire: le piccole piazze, le viuzze scoscese, gli antichi orti che si affacciano tra i muri, la vita che scorre ancora lenta e tranquilla, colpiscono anche il più distratto dei visitatori. In virtù delle grandi ricchezze artistiche e degli stupendi paesaggi, la provincia di Siena è una delle più belle d’Italia. (top)

LA MAREMMA TOSCANA

GROSSETO: Città fortificata lungo la via tra Roma e Pisa dove, nel 1138 Innocenzo II vi trasferì la sede episcopale sottratta all’ormai decaduta Roselle. Dopo il dominio degli Aldobrandeschi, fu Siena a imporre il suo dominio sulla città a partire dal 1336. Il quadro economico e demografico era però critico, sia per il degrado ambientale (Grosseto sorgeva a pochissima distanza dalla paludosa terra di Maremma), sia per la difficoltà di comunicazioni. Nel 1559 Grosseto venne assorbita dallo Stato Fiorentino entrando a far parte di quello che sarebbe divenuto di lì a poco il Granducato di Toscana. Tuttavia non si risollevò subito dalla sua crisi. L’inversione di tendenza si verificò solo con il successo delle imprese di bonifica, avviate fra ‘700 e ‘800 dai Lorena e proseguite dopo l’unificazione dell’Italia. Da allora sia a livello demografico che a livello economico la città riprese a sollevarsi e nella seconda metà del secolo l’attività urbanistica, immobile dal 1300, riprese vita in qualità ed espansione. Fu così che il centro storico si arricchì di nuove opere e si cominciò a costruire anche fuori dalle mura medicee, inoltre vennero promossi vari piani di rilancio dell’agricoltura, permettendo così a Grosseto di venire a coprire un ruolo trainante nell’economia agricola toscana.

SCANSANO: Si ritiene che un abitato esistesse nel luogo ove sorge attualmente Scansano, già nei secoli precedenti al mille, il nome di “Scansano” sembra derivare da S. ANSANO della famiglia Anicia, martire cristiano del I secolo d.c. Il documento più antico nel quale è citato Scansano, risale al 1188 e nel 1274, lo si ritrova menzionato nell’atto di divisione fra i due rami dei Conti Aldobrandeschi. Trovandosi situato su una dorsale collinare, naturale separazione fra le terre poste su due versanti, Scansano subì sorti diverse nel corso delle estenuanti lotte fra gli Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena. A datare dal 1333 Scansano è stata sede della “Estatatura”, ovvero trasferimento degli uffici giudiziari ed amministrativi da Grosseto, pianura paludosa e malarica, a Scansano. Con l’Estatatura, abolita ufficialmente nel 1897, Scansano diventa uno dei più importanti borghi della maremma e ai notevoli edifici privati esistenti si aggiungono: l’Ospedale nel 1862, il Teatro Castagnoli nel 1892, l’attivazione dell’Edificio Scolastico Elementare nel 1896. Il XX secolo, oltre che all’incremento del patrimonio culturale, ha visto la progressiva riorganizzazione dell’attività agricola, specie nel campo dell’olivicoltura, zootecnia e viticoltura. Quest’ultima pratica agricola ha portato al riconoscimento del Morellino di Scansano D.O.C. e all’espansione della Cantina Cooperativa del Morellino di Scansano.

PITIGLIANO: Le origini di questa splendida cittadina risalgono ad epoche preistoriche: le sue numerose tombe etrusche venute alla luce col trascorrere dei secoli e le belle mura del III secolo a.C. testimoniano senza alcun dubbio l’origine etrusca del pitiglianese. Con la comparsa degli Etruschi, il paese dovette assumere decisamente l’aspetto di agglomerato urbano, anche se soggetto all’influenza sia politica che economica della vicina Lucumonia di Vulci, il cui territorio si estendeva fino alla media valle del fiume Fiora. Fin dall’VIII sec. A.C. la vita politica di questo paese fu strettamente legata a Sovana, sede principale della famiglia Aldobrandeschi. L’elevata posizione strategica contribuì a conferire a Pitigliano una sempre maggiore importanza militare; già nel 1202 il paese si poteva inserire a pieno negli scontri fra gli Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena. Il nome PITIGLIANO dovrebbe risalire all’epoca romana e secondo un’antica leggenda gli fu attribuito da due esuli, Petilio e Ciliano, che, dopo aver rubato la corona d’oro di Giove Statore dal Campidoglio di Roma, si rifugiarono sullo sperone di tufo su cui sorge l’odierno abitato per sfuggire ai loro inseguitori.
 

SATURNIA: Il paese di Saturnia si trova nel comune di Manciano il più vasto della provincia di Grosseto che per questo propone un paesaggio molto variegato. Antico Borgo etrusco e romano, abitato fin dall’epoca preistorica, venne distrutto da Silla nell’82 a.c. La cinta muraria eretta dai senesi (1454-1464) lungo il ciglio del pianoro su cui è posto l’abitato, è ancora oggi riconoscibile anche se frammentaria; in essa sono presenti inglobati dei tratti in opera poligonale riferibili al periodo romano. Nelle mura romane si aprivano quattro porte, di cui la sola superstite è la Porta Romana, sotto cui transita una via basolata (forse l’antica Via Clodia). Caratterizzata da una storia molto travagliata, conobbe il periodo di maggior fioritura durante il periodo di dominio degli Aldobrandeschi. Oggi, Saturnia, è un piccolo e tranquillo Borgo Turistico, che sfrutta per la propria valorizzazione la vicinanza alle terme, ormai note a livello internazionale, nelle cui vasche sgorga acqua sulfurea a 37,5 gradi centigradi.

MAGLIANO IN TOSCANA: Antica città conosciuta al tempo dei romani con il nome di Heba. A tutt’oggi è aperto il dibattito sulle presunte origini della stessa, alcuni sostengono sia di origine etrusca, altri storici affermano che sia stata fondata dai romani. Comunque sia, il paese assunse una certa importanza quando gli Aldobrandeschi di Sovana, intorno al 900, vi fecero costruire la cinta di mura tutt’ora in buone condizioni. Sempre nel periodo Aldobrandesco (1100-1200) vennero costruite le chiese di San Martino e di San Bruzio. Circa due secoli più tardi, Magliano passò sotto il dominio di Siena, ed in questo periodo vennero aggiunti alle mura dei possenti torrioni, costruiti nel 1400 dall’architetto Bibbiena. Nel 1555 infine, dopo la caduta di Siena ad opera degli spagnoli, il paese venne ceduto ai Medici e amministrato come un feudo del granducato di Toscana. In seguito alla legge di abolizione dei feudi granducali, la storia del paese andò di pari passo con quella del granducato di Toscana prima e dell’Italia poi.

PARCO NATURALE DELLA MAREMMA: Il Parco Naturale della Maremma, situato in provincia di Grosseto nella parte meridionale della Toscana, comprende una fascia costiera di circa 9800 ha, che si estende dall’abitato di Principina a Mare, a nord, al promontorio di Talamone, a sud. La maggior parte del parco è rappresentata, dai Monti dell’Uccellina, una catena di colline parallele alla costa e rivestite di fitta macchia, che culmina nel Poggio Lecci. La zona settentrionale del Parco è pianeggiante ed è costituita da terreni alluvionali formati dai depositi trasportati dal fiume Ombrone. La costa, che ha uno sviluppo di circa 20 km, si presenta come una successione di ampi arenili, che si allungano dalla Bocca d’Ombrone alla Cala di Forno, dove i Monti dell’Uccellina cominciano a precipitare in mare formando una scogliera che si prolunga fino al promontorio di Talamone. Per quanto concerne la copertura dei suoli e la copertura vegetale, il territorio del Parco comprende ambienti estremamente differenziati, dai campi coltivati ai pascoli, dalla macchia mediterranea alle zone rocciose, dalla pineta alla palude e alle dune sabbiose. Per quanto riguarda il clima, nell’area del Parco sono presenti situazioni diverse con caratteri di tipo continentale, mediterraneo e subdesertico, che si manifestano anche nella varietà della vegetazione. (top)

LA COSTA TOSCANA

Un mare limpido lambisce la sua lunghissima costa variegata, fatta di soleggiate distese di sabbia fine che si sviluppano per chilometri e chilometri lungo un mare sempre azzurro e pulito, di calette discrete, incastonate tra mare e roccia e di anfratti rocciosi che salgono alti ed orgogliosi quasi a voler fronteggiare fieri il Mare Tirreno e da dove si possono ammirare dei bellissimi panorami sulle località balneari più esclusive della Maremma, sulle vicine Isola d’Elba, Isola del Giglio e sugli altri isolotti minori dell’arcipelago toscano. La costa maremmana si ammanta per tutta la sua lunghezza del verde intenso di una pineta folta e luminosa dove gli alti pini assicurano salute, fresco e pace nei mesi più caldi, sipario da sogno, che la divide dalla sua suggestiva campagna..iva campagna.
Una campagna dove la natura è sovrana, in cui da secoli l’uomo la asseconda con un atteggiamento sacrale e rispettoso, dove puoi incontrare mandrie di possenti buoi maremmani che si spingono lenti e vigorosi nei verdi pascoli, butteri a cavallo che seguono con maestria gli armenti o festosi nuclei di cavalli bradi lanciati in rincorse giocose nelle radure pianeggianti e umide.
La sua costa, le sue pinete, i suoi preziosi affioramenti termali, le sue colline, il suo imponente monte, la sua storia ricca di vestigia, di reperti e monumenti, le sue tradizioni, i suoi prodotti genuini fanno di questa terra incontaminata una destinazione ambita, ricercata ed affascinante. VOLTERRA E SAN GIMIGNANO

VOLTERRA: Edificata su un dorsale collinoso, fra le valli dell’Era e del Cecina, cinta da una doppia cortina di mura, Volterra, è uno dei centri più importanti della Toscana, sia per la presenza di monumenti che attestano le civiltà che si sono succedute nel corso di trenta secoli, sia per la lavorazione dell’ alabastro i cui manufatti costituiscono oggi uno dei più tipici e tradizionali prodotti di esportazione dell’artigianato italiano. A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuità dal periodo etrusco fino all’ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate passeggiando per le vie del centro storico, o visitando i tre musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica e il Museo d’Arte Sacra. Volterra, oggi, e una città non ancora contaminata dal ritmo vertiginoso della vita moderna e chi vi giunge per la prima volta ha l’impressione di trovarsi davanti ad una città particolare, dove poter vivere nell’antico, fra le strette viuzze di un borgo medioevale, fra mestieri che affondano le radici in un lontano passato. La meta ideale per un soggiorno in Toscana, alla scoperta di una delle zone più belle della regione, ad un passo dal mare e dalle più importanti città d’arte.

SAN GIMIGNANO: San Gimignano si erge con il profilo delle sue torri, su di un colle (m.334) a dominio della Val d’Elsa. Sede di un piccolo villaggio etrusco del periodo ellenistico (III-II sec. a.C.) iniziò la sua storia intorno al X secolo prendendo il nome del Santo Vescovo di Modena, San Gimignano, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche. Ebbe grande sviluppo durante il Medioevo e grazie alla via Francigena che lo attraversava, divenne un punto di scambi commerciali di primaria importanza. L’orgoglio delle famiglie arricchite con i commerci fa sorgere 72 torri, (per legge, tuttavia, nessuna di queste poteva superare in altezza la torre del comune, detta Rognosa). Oggi ne rimangono solo 15, intere o mozze, ma sono sufficienti a rendere inconfondibile il profilo della città. La terribile peste del 1348 ed il successivo spopolamento gettarono San Gimignano in una grave crisi.Dal degrado e abbandono dei secoli successivi, si uscì soltanto quando si cominciò a riscoprire la bellezza della città, la sua importanza culturale e l’originaria identità agricola. La struttura urbana e i numerosi edifici civili e religiosi, adornati da importanti opere d’arte e rimasti pressoché intatti, hanno permesso alla città di conservare la su fisionomia medievale.

CERTALDO: Affascinante borgo in collina immerso nel cuore del Chianti, in provincia di Firenze. L’antico paese, di origine etrusco-romana, sorto alla confluenza del torrente Agliena col fiume Elsa, conserva l’ originale struttura medioevale, caratterizzata da stretti vicoletti che si snodano tra imponenti edifici in mattoni. Divenuto feudo dei Conti Alberti in seguito a concessione del territorio da parte di Federico il Barbarossa, fu assoggettato alla Repubblica di Firenze nel 1293, per diventare dal 1415 sede del Vicariato, tanto che, anche nel periodo Mediceo, fu il centro politico e giudiziario più importante della Valdelsa. Certaldo è conosciuto per essere stata “la Patria del Boccaccio”, il novelliere la cui opera più famosa è Il Decamerone scritto nel 1351, ma non mancano nella storia del paese altri nomi famosissimi come Pace della Rena, Geri di Lazzaro Becci, Niccolò Macchiavelli. Da visitare: il Palazzo Pretorio, l’antico centro del potere e della giustizia locale con le segrete, la “stanza dei tormenti”, il torrione panoramico. La Casa del Boccaccio con la sua biblioteca specializzata su tutte le diverse edizioni e traduzioni del Decamerone ed i relativi studi. La chiesa duecentesca dei Santi Jacopo e Filippo al cui interno si trova una lastra tombale del Boccaccio ed un affresco del ‘300. (top)

LA VERDE UMBRIA

PERUGIA: Perugia domina la Valle del Tevere dall’alto di un colle aspro e irregolare: la particolare conformazione del terreno ha prodotto una grande varietà di situazioni urbanistiche, conferendo alla città un aspetto particolarissimo. Dopo la caduta dell’Impero Romano Perugia viene distrutta da Totila nel 547; in seguito fa parte dei domini bizantini; nel secolo XI diventa un potente Comune indipendente alleato dello Stato Pontificio. Il XIV secolo è segnato da furiose lotte interne tra nobili e popolari, e dalla guerra contro il Papato, che vuole ricondurre le città umbre sotto il proprio controllo. Nel 1540 Perugia viene posta direttamente sotto il controllo dello Stato Pontificio, e Paolo III fa costruire da Antonio da Sangallo la Rocca Paolina, simbolo del potere papale sulla città. Il dominio papale continua, salvo brevi intervalli durante l’occupazione francese e la Repubblica Romana, fino alla nascita del Regno d’Italia. La Perugia di oggi è una città moderna e cosmopolita, conosciuta in tutto il mondo per le sue manifestazioni culturali e la sua Università per Stranieri; orgogliosa della sua tradizione storica e delle bellissime vestigia del passato, si lascia ammirare nei suoi mille angoli in cui passato e presente si integrano e creano un’atmosfera indimenticabile.

ASSISI: Le origini di Assisi, come per molte altre citta’ in Umbria, sono incerte. Abitata, in origine, dagli Umbri, successivamente risenti’ dell’influenza Etrusca e Romana. Intorno al 545, dopo la caduta dell’ Impero Romano, la citta’ divenne un insediamento dei Goti. Piu’ tardi cadde sotto mano Longobarda. Intorno all’anno 1000, divenne un comune indipendente e, durante questo periodo conobbe uno sviluppo straordinario soprattutto grazie ai movimenti monastici (in special modo i Benedettini). Nel 1180 vi nacque San Francesco, il piu’ famoso dei suoi cittadini che dal 1206, si dedicò al servizio di Dio, aiutando i poveri e vivendo come povero egli stesso. Francesco viene proclamato santo nel 1228, due soli anni dopo la sua morte, da Papa Gregorio IX. La citta’ fu prima sotto l’impero e poi sotto il papato. Successivamente fu la volta delle signorie come quella di Gian Galeazzo Visconti, della famiglia dei Montefeltro, di Braccio Fortebraccio e di Francesco Sforza, fino alla meta’ del sedicesimo secolo, quando l’Umbria fu conquistata dal Papa Paolo III. Piu’ tardi, nel diciannovesimo secolo, la citta’ divenne parte del nascente stato italiano, insieme alle altre citta’ dell’Umbria.

ORVIETO: Il turista che giunge ad Orvieto in treno o in macchina scorge a distanza la cittadina che, in mezzo allo stupendo scenario dei campi e dei vigneti, si eleva su un masso di tufo, le cui impervie pareti sembrano cingerla, piu’ che innalzarla, come una fortezza sulla pianeggiante vallata del fiume Paglia. Per la sua posizione, per le antichita’ etrusche, per l’aspetto in parte medievale delle sue vie e soprattutto per il celebre Duomo, gioiello dell’arte gotica, Orvieto e’ una delle piu’ singolari ed interessanti citta’ d’Italia. Visitare questa città è come attraversare la storia, perchè vi si ritrovano, stratificate e concentrate, le tracce di quasi tre millenni di storia. Ancora oggi Orvieto conserva le preziose testimonianze dei suoi gloriosi percorsi storici, monumenti, chiese ed in particolare il pregevole Duomo, uno dei monumenti più importanti e meglio mantenuti d’Italia.
Orvieto è anche famosa per la produzione dell’ottimo vino Classico d’Orvieto, per le ceramiche, i prodotti artigianali e le grandi tradizioni tra cui il Palio dell’Oca, un gioco di piazza già esistente nel’400. La manifestazione coinvolge tutta la città ed il Palio viene disputato fra 40 cavalieri divisi per contrade, uno spettacolo davvero emozionante.

GUBBIO: Gubbio, antichissima città ed importante centro di vita romana, le cui origini si fanno risalire all’acme della civiltà umbra, è una fiorente città adagiata nei contrafforti dell’Appennino ad una altitudine di circa 500 m. sul livello del mare. Svettano qua e là torri intatte, austere facciate di case annerite dai secoli, chiese gotiche e palazzi che simboleggiano la potenza di questa città-stato medievale. All’inizio del XIV secolo risale la costruzione del superbo complesso urbanistico formato dal Palazzo dei Consoli, dalla Piazza Pensile e dal Palazzo Pretorio. Di grande interesse per il turista sono anche il Duomo, Santa Maria Nuova, Sant’Agostino e la chiesa gotica di San Francesco con l’annesso convento, San Giovanni, San Pietro e San Domenico. Usi e costumi rivivono nella celebre “Festa dei Ceri” (15 maggio) che abbraccia nella sua storia secolare sacro e profano nell’esaltazione fraterna dei valori della vita, nella processione del Cristo morto (venerdì santo), nel “Palio della balestra” (ultima domenica di maggio). Da segnalare il grande richiamo della cucina eugubina. In ogni ristorante di Gubbio è facile trovare cibi di tradizione e semplici specialità. Ma sovrano su tutto è il tartufo bianco del luogo che, in autunno ed in inverno, accompagna piatti frugali ma eccellenti per il loro inconfondibile aroma.

TODI: Arroccata su un’altura di circa 400 m. s.l.m., la città domina la valle del Tevere in una zona di confine con l’antico territorio degli Etruschi, dei quali subì infatti la dominazione. La città mantiene ancora oggi un’integrità storica particolare; nel suo tessuto le epoche sembrano fondersi con naturale continuità ed i contrasti non si rivelano con violenza. L’ottimo rapporto con il paesaggio circostante non ha mai subito alterazioni profonde: la connotazione agricola del territorio stesso non può dirsi in alcun modo stravolta. L’espansione edilizia degli anni recenti si lega alle piccole frazioni di fondovalle, lasciando intatto il profilo della città a corona del colle che scende ripido tra boschi e colture. Il cuore della città è rappresentato da Piazza del Popolo, nella sua forma allungata e chiusa dai volumi monumentali dei Palazzi Pubblici e del Duomo. Una visita di Todi non può considerarsi conclusa senza un’immersione nella splendida campagna sottostante, il cui panorama costituisce di per sé una rilevante attrattiva turistica. Il territorio circostante il Centro Storico era un tempo punteggiato da innumerevoli castelli che formavano un sistema difensivo particolarmente efficace ed articolato i cui resti, seminascosti tra la vegetazione, sono ancora oggi visibili.

IL LAGO TRASIMENO: Il Lago Trasimeno è, per estensione, il maggiore dell’Italia peninsulare e quarto in assoluto dell’intero paese. Dalle sue acque emergono tre isole, la Minore, la Maggiore e la Polvese, collegate ai principali paesi che sorgono sulle sponde del lago dai traghetti della locale compagnia di navigazione. A livello amministrativo la zona del Trasimeno fa parte dell’Umbria, ma culturalmente e geograficamente è insieme Umbria e Toscana. Nell’area del Lago il confine fra le due regioni rimane misteriosamente indefinito, nella lingua e nel paesaggio così come nei sapori della cucina e nelle tradizioni.
Si trova perfettamente al centro d’Italia, in un punto che sin dall’antichità è situato a ridosso dei percorsi che dal centro e dal nord Europa conducono a Roma. Dal Lago Trasimeno si possono programmare una serie di comode escursioni.e escursioni.
Nel raggio di un centinaio di chilometri si trova almeno un quarto del patrimonio artistico mondiale: Firenze, Perugia, Siena, Arezzo, Assisi, Orvieto, Gubbio, Spoleto, Chiusi, Cortona, Tarquinia. Ci sono a portata di mano la maggior parte dell’arte rinascimentale italiana, nonché una parte considerevole di quella antica e medioevale. In appena due ore di macchina, inoltre, si può facilmente raggiungere il centro di Roma.
(top)

ROMA E IL LAZIO

ROMA è il capoluogo del Lazio. Lo sappiamo tutti: grande e irresistibile è il richiamo della Città Eterna, capitale della cristianità, sede del Papato, incomparabile contenitore di capolavori architettonici e artistici del mondo antico. Si può resistere al fascino di Roma? difficile, ma perché non provarci e spendere qualche giorno alla “esplorazione” del Lazio?Si scoprirebbe così una regione di grande fascino naturalistico e ambientale, con una straordinaria varietà di paesaggi: ampie spiagge, grandi pinete, monti come il Terminillo (ottima stazione sciistica), dolci colline ed estese pianure. Una regione ricca di monumenti dell’arte che ricordano con rara immediatezza la lunga, straordinaria storia di questa regione. Le testimonianze della romanità e delle successive epoche storiche sono innumerevoli fuori Roma, nelle altre province del Lazio e negli stessi capoluoghi: Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone. Il Lazio, dunque, non è solo Roma. Roma è anche il Lazio.

PROVINCIA DI RIETI | LA SABINA - I primi insediamenti umani nel territorio Sabino risalgono al Paleolitico. Resti archeologici delle ere preistoriche costellano l’intera provincia, come i ripostigli di Piediluco-Contigliano, che hanno restituito bronzi di origine cipriota ed egea. La storia di queste terre si lega indissolubilmente ai Sabini, popolo proveniente dall’area del Gran Sasso e insediatosi nelle valli del Velino e del Tevere. Protagonisti di miti e leggende, dal ratto delle Sabine all’origine sabina dei primi re di Roma, i Sabini sono oggi oggetto di una fervida riscoperta, legata a scavi archeologici e mostre. Il 290 a.C. fu la fine di un’epoca. In quell’anno i romani conquistarono l’intero territorio, determinando una radicale trasformazione sociale, economica e delle forme insediative. La bonifica della piana reatina attraverso lo scavo di un canale alle Marmore, conferma la fama dei Romani come inarrivabili ingegneri. Dal II sec. a.C. la Sabina si popolò di grandi ville rustiche, centri di produzione agricola quasi di livello “industriale”. Alcuni di questi insediamenti hanno lasciato un’impronta indelebile nel territorio, come le cosiddette ville di Vespasiano e Tito. In età moderna in Sabina si consolidarono i domini delle grandi famiglie, dagli Orsini, ai Savelli e ai Colonna si aggiunsero i Barberini e i Borghese. La piana reatina fu, invece, impegnata da grandi lavori di bonifica, condotti dai massimi architetti dell’epoca: nel 1545 fu la volta del Sangallo seguito, sul finire del secolo, da Giovanni Fontana. Una delle attrattive del territorio reatino è la buona cucina, ricca di mille piatti, di ricette antiche e prodotti nati da una terra incontaminata.Gran parte dei meriti della gastronomia reatina va allo straordinario olio dop della Sabina, dall’odore fruttato e dal sapore vellutato.Merita un cenno particolare la cucina di Amatrice, con un piatto noto a livello internazionale: gli spaghetti all’amatriciana. Mentre si percorrono i paesi del reatino, non si possono non assaggiare tante eccellenti specialità: il fallone di Stimigliano, il farro al tartufo di Leonessa, gli strengozzi alla reatina, i marroni e gli stracci di Antrodoco, le fregnacce alla sabinese, i fagioli di Borbona e le sagne scandrigliesi. Da assaggiare i formaggi pecorini, freschi o stagionati, la ricotta, in particolare il “fiore molle” di Leonessa aromatizzata allo zafferano. Il territorio reatino si mantiene particolarmente vivo e stimolante grazie al grande patrimonio folkloristico e tradizionale che viene quotidianamente tramandato.La cultura dell’olio, le feste e le processioni religiose, le rievocazioni storiche, le innumerevoli sagre, sono espressioni della grande ricchezza culturale racchiusa in questa terra. L’artigianato artistico della zona offre una serie infinita di prodotti, frutto della sapienza antica. Oggetti in ceramica, preziosi ricami, tessiture con telai antichi, pittura su stoffa, oggetti decorativi in legno e mobili, icone, tutto è realizzato dalle mani dei nostri maestri artigiani, ripetendo gesti lontani nel tempo. (top)


 

Call: pt">: +39 0575 845348
Fax:
+39 0575 845462

E-mail:
info@holidayintuscany.it 

Home | Ricerca | Last Minute | Chi Siamo | Contatti | Terms of Use

Holiday in Tuscany - Piazza Silvio Pellico, 1 - 52047 Marciano della Chiana (AR) Italy
Copyright © 2007 Euro Casa, srl. All Rights Reserved.