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CORTONA E LA
VALDICHIANA
FOIANO DELLA CHIANA: Foiano
e la sua frazione Pozzo,
hanno origini Antichissime
che tra il VI e il IV secolo
a.C. vedono la presenza di
insediamenti etruschi,
testimonianza di un passato
ricco di storia e
tradizioni. Dopo un secolo
di dominio aretino, il feudo
di Foiano, prima appartenuto
a Siena, passa nel 1336 alla
Repubblica fiorentina, che
provvede al restauro della
già esistente cinta muraria
a forma ottagonale. La
cittadina, contesa per quasi
un secolo tra Arezzo e
Firenze, nel 1387 stende il
suo primo statuto,
costituendosi come comune
autonomo. Nel 1436 anche il
vicino Pozzo viene, per
ordine della Repubblica
fiorentina, unito al comune
nonostante le continue
ribellioni degli abitanti.
Una nuova cinta muraria fu
costruita a Foiano nel 1476
con lo scopo di proteggere i
borghi che si erano formati
all’esterno delle mura
castellane. Le chiese
quattrocentesche di San
Michele e San Francesco
conservano molte opere di
Andrea della Robbia e nella
settecentesca chiesa della
Collegiata si ammira
un’incoronazione della
Vergine con Angeli e Santi
eseguita da Luca Signorelli
nel 1523. Foiano è anche la
città del Carnevale più
antico d’Italia, che ogni
anno richiama grandi e
piccini ad assistere alle
sfilate di carri allegorici
in cartapesta.
CORTONA: Posta a 600 mt.
S.l.m. l’antica città
etrusca domina l’intera Val
di Chiana, dalle porte di
Arezzo, fino alle rive del
vicino Lago Trasimeno. Fu
una delle 12 città della
Confederazione Etrusca e di
quell’epoca si possono
ancora oggi ammirare
imponenti tratti delle
ciclopiche mura, solo
parzialmente modificate in
epoca medioevale. La città è
tutta raccolta in un cerchio
di mura che sono un
monumento di rara importanza
archeologica ed
architettonica. Con le sue
strade ripide, le chiese, i
conventi, essa è custode
delle glorie del suo antico
splendore conservando
gelosamente, nei musei e
nelle chiese, innumerevoli
tesori d’arte di ogni epoca.
Preziosissimi reperti delle
civiltà Egizia, Etrusca e
Romana sono conservati nel
Museo dell’Accademia
Etrusca, mentre capolavori
artistici del Signorelli,
del Beato Angelico del
Severini e di altri famosi
artisti possono essere
ammirati nel Museo
Diocesano, nelle Chiese
Medioevali di San Francesco
e di San Domenico o in
quella Rinascimentale di
Santa Maria Nuova e di San
Niccolò.
MARCIANO DELLA CHIANA: Sulla
sommità di una collina,
nell’aria limpida e pura, si
erge la torre maestosa,
visibile da ogni parte come
un indice possente ed
elegante rivolto al cielo.
Per Lo straordinario stato
di conservazione della
struttura, merita da sola
una visita a Marciano.
All’ombra della torre, le
case ed i piccoli giardini
posti a raggiera, la
piazzetta con il pozzo, la
bella porta con la torre
dell’ orologio, dove spicca
lo stemma mediceo, formano
un piccolo borgo antico che
riproduce esattamente la
topografia del castello per
il cui possesso combatterono
fin dal Medioevo Senesi e
Fiorentini, Perugini ed
Aretini. Oggi tutto è calma
e sorriso e le piccole
botteghe sono pronte ad
accogliere i visitatori con
i prodotti genuini della
campagna e con le carni
impareggiabili dell’antica
razza chianina.
LUCIGNANO: E’ uno dei centri
più interessanti della
Toscana per l’originale
impianto castellano a pianta
ellittica entro le cui mura
le strade si sviluppano con
andamento concentrico. Salvo
poche eccezioni gli edifici
costruiti fra il XIII e
XVIII secolo sono
perfettamente conservati e
conferiscono al paese un
aspetto molto nobile,
accentuato dalle solide
forme della Rocca (Sec. XV),
dalla maestosa prepositura e
dalla gotica chiesa di San
Francesco. Nel palazzo
comunale ricco di affreschi
di scuola senese e aretina,
è ordinato un piccolo museo,
notevolissimo per il pregio
delle opere e degli arredi
che vi si conservano.
Importantissimo un originale
reliquario, “L’albero della
Vita”, stupendo esempio
dell’oreficeria aretina
tardogotica. Nelle due
ultime domeniche del mese di
Maggio nel paese si svolge
la tradizionale Maggiolata
Lucignanese, una sfilata di
carri allegorici ricoperti
di fiori di mille colori che
richiama in questo piccolo
paese della Valdichiana,
tantissimi visitatori.
MONTE SAN SAVINO: Monte San
Savino si erge sul versante
di ponente della
Valdichiana, contrapposto a
Cortona ed adagiato su di un
monte prospiciente la valle
del torrente Esse.
L’antichissimo borgo nel
quale sono stati rinvenuti
molti segni di civiltà
etrusca nel corso degli
scavi condotti a fine ‘800
dall’ insigne archeologo
G.F. Gamurrini, divenne nel
Medioevo un importante
castello con una imponente
cinta muraria all’interno
della quale si sviluppò un
popoloso abitato. Monte San
Savino conobbe il suo
massimo splendore nella
seconda metà del ‘400 e nel
‘500. Fu patria del grande
scultore Rinascimentale
Andrea Cantucci, detto il
Sansovino e del Papa Giulio
III. Molti sono gli edifici
di architettura medioevale e
rinascimentale, fra i quali
primeggiano la Chiesa di San
Giovanni Battista con il
maestoso portale del
Sansovino; la Chiesa gotica
di S. Agostino del secolo
XIV con opere del Vasari e
di altri artisti minori del
XV Sec.; la loggia del
Mercato, bellissima opera
fronteggiata dal palazzo
della Famiglia Del Monte
(oggi sede comunale)
edificato da Antonio da
Sangallo ed infine la Chiesa
di Santa Chiara con opere
del Sansovino e di scuola
Robbiana.
CASTIGLION FIORENTINO: Di
origine Etrusco-Romana, è
ricordato come Castiglione
Aretino dal 1014 per
divenire Fiorentino dopo
l’acquisizione della
Repubblica Aretina da parte
di Firenze nel 1384.
Conserva intatta la cinta
medioevale dominata dalla
fortezza del Cassero. Il
centro storico è tutto
costituito da nobili edifici
civili e sacri, fra i quali
i più importanti sono la
chiesa gotica di San
Francesco, la Collegiata e
la Chiesa del Gesù, tutte
ricche di opere d’arte di
gran pregio. Nella
Pinacoteca Comunale sono
conservate pregevolissime
opere di oreficeria del XIII
e XIV secolo e dipinti di
grandi artisti quali
Margarito, Bartolomeo della
Gatta, Vasari e tanti altri.
Poco fuori le mura, la
rinascimentale chiesa della
Consolazione, a pianta
ottagonale. A circa 3 Km.
dalla città il Castello
Medioevale di Montecchio
edificato nel XIII secolo su
strutture del X e XI secolo
costruite a scopo di
avvistamento, conserva
ancora abbastanza integra la
cinta muraria con otto
torri, il cassero e la torre
principale.
(top)
AREZZO E LE SUE VALLI
AREZZO: E’ tra le più
antiche città della Toscana
e si trova alla confluenza
delle quattro vallate che
compongono la sua provincia:
Val di Chiana, Valdarno,
Valtiberina e Casentino.
Grazie alla sua felice
ubicazione geografica è
stato punto d’ incontro di
civiltà e culture diverse.
La città di origine etrusca
e poi fortilizio romano è
stata ricca di commerci nel
medioevo e di attività
artistiche nel periodo
rinascimentale. Di ogni
periodo la città conserva
importanti testimonianze in
parte visibili all’aperto,
chiese e monumenti, e in
parte custodite nei musei
cittadini. Tra le opere più
importanti segnaliamo la
Pieve romanica con il
campanile dalle cento buche,
la cattedrale con le vetrate
di Guglielmo di Marcillat,
la basilica di San Francesco
con le preziose opere di
Piero della Francesca, la
chiesa gotica di San
Domenico con il crocifisso
del Cimabue. Nella splendida
cornice di Piazza Grande
dominata dalle logge del
Vasari si svolge due volte
l’anno la “Giostra del
Saracino”, e ogni primo
sabato e domenica del mese
la piazza e i vicoli vicini
sono teatro della fiera
antiquaria dove è possibile
acquistare mobili ed
accessori antichi.
POPPII: La sua storia è
legata alla famiglia dei
Conti Guidi e al loro
Castello costruito nel XIII
secolo dal maestro di
Arnolfo di Cambio. All’
interno del castello si
segnalano la scala, la
collezione di stemmi, la
cappella con un ciclo di
affreschi di Taddeo Gaddi,
discepolo di Giotto, la
grande collezione libraria,
donata dai Conti
Rilli-Orsini al Comune di
Poppi. Immerso nella foresta
di abeti secolari troviamo
l’Eremo di Camaldoli, uno
dei maggiori luoghi della
spiritualità toscana.
Fondato da San Romualdo
intorno al 1012, con le sue
venti celle, è luogo di
solitudine e contemplazione.
La chiesa, dedicata a San
Salvatore è ricca di
decorazioni barocche e
conserva nella cappella di
Sant’Antonio Abate una pala
in terracotta invetriata di
Andrea della Robbia. Qualche
chilometro più a valle sorge
il complesso architettonico
formato dal Monastero, la
Foresteria e la Chiesa dei
Santi Donato e Ilariano.
Nella sottostante piana di
Campaldino, l’11 giugno
1289, si combattè la famosa
battaglia tra guelfi
Fiorentini e ghibellini
Aretini a cui partecipò, tra
le file fiorentine, il
giovane Dante Alighieri.
BIBBIENA: E’ attualmente il
centro abitato più
importante del Casentino. In
origine fu un importante
centro etrusco, poi
roccaforte medievale. Del
castello sono ancora
visibili la Torre dei
Tarlati e la Porta dei
Fabbri. Il suo centro
storico è un mosaico di
palazzi signorili: Palazzo
Mazzoleni, Palazzo Niccolini
e Palazzo Dovizi,
quest’ultimo fatto costruire
dal Cardinale Bernardo
Dovizi nato a Bibbiena,
segretario del cardinale
Giovanni de’ Medici (futuro
papa Leone X).
L’architettura religiosa
trova espressione nella
Chiesa di San Lorenzo che
conserva terrecotte
invetriate di scuola
robbiana, nell’Oratorio di
San Francesco, di gusto
rococò, nella Pieve di
Sant’Ippolito, anticamente
cappella del castello dei
Tarlati e nel Santuario di
Santa Maria del Sasso, uno
degli edifici sacri
rinascimentali più
importanti del Casentino.
Manifestazione particolare è
la Rievocazione della Mea
(ultima domenica di
carnevale e martedì grasso).
CHIUSI DELLA VERNA: Il suo
territorio è situato tra le
valli dell’Arno e del
Tevere, in posizione
strategica tra Casentino e
Valtiberina. Su un grande e
suggestivo promontorio
roccioso sorge uno dei
luoghi più famosi di
devozione francescana: il
Santuario di San Francesco
alla Verna. La visita del
santuario è particolarmente
suggestiva ed è resa ancor
più emozionante e
coinvolgente dalla foresta
argentata dei faggi che
tutto avvolge e nasconde. La
chiesetta di Santa Maria
degli Angeli, primo edificio
sorto sul Monte Sacro,
conserva terrecotte
robbiane. Nella Basilica di
Santa Maria Assunta si
ritrovano i capolavori di
Andrea Della Robbia:
l’Annunciazione e
l’Incarnazione, opere nelle
quali l’arte diviene mezzo
di espressione dello
spirito. Il percorso
francescano si dipana
attraverso altre tappe
fondamentali: il Sasso
Spicco, dove il Santo era
solito pregare; il Corridoio
e la Cappella delle Stimmate
sorta sul luogo dove nel
1224 San Francesco ricevette
da Cristo “l’ultimo
sigillo”. Nelle sere
d’estate è quasi impossibile
non lasciarsi trasportare
dalle dolci note del
Festival Internazionale di
Musica d’organo che si
svolge nella Basilica del
Santuario.
PRATOVECCHIO: Il centro
storico e il suo territorio
custodiscono testimonianze
architettoniche della fede
della sua gente con la
presenza, nel borgo, di due
monasteri di suore
camaldolesi e domenicane e
dalla imponente Pieve di San
Pietro a Romena, una delle
maggiori testimonianze
dell’architettura romanica
nel Casentino, ubicata non
lontano dal borgo. Il potere
amministrativo ha il suo
simbolo più maestoso nel
Castello di Romena, fortezza
dei Conti Guidi, citata da
Dante nel XXX canto
dell’Inferno. In questa
città nacque Paolo di Dono,
detto Paolo Uccello, maestro
della prospettiva.
Pratovecchio ospita ogni due
anni, a settembre, “Forme
del legno”, una
manifestazione che coniuga
arte, artigianato e cultura
legata al legno.
In alcuni dei suoi negozi e
possibile trovare il famoso
“panno del casentino” un
tessuto di lana che gli
artigiani producono da oltre
cinque secoli nei suoi
caratteristici colori verde
e arancione.
SANSEPOLCRO: La città di
Sansepolcro sviluppatasi
intorno alla grande abbazia
benedettina ha conservato
quasi inalterato l’assetto
urbanistico medioevale e si
è, nei secoli, arricchita di
pregevoli edifici
rinascimentali e barocchi
fino a diventare il centro
più importante della
Valtiberina. Città natale di
Piero della Francesca,
conserva nel Museo Civico
numerose memorie del maestro
biturgense. Opere come la
Resurrezione, complessa e
simbolica, il polittico
della Misericordia, San
Giuliano e San Ludovico
testimoniano il genio
dell’artista del primo
rinascimento. Nella
Cattedrale di notevole
interesse è il “Volto
Santo”, crocifisso ligneo di
epoca carolingia. Accanto
alla Cattedrale vi è il
Palazzo delle Laudi, di
forme manieristiche, oggi
sede del Comune. Da non
perdere una visita alla
Chiesa di San Lorenzo che
ospita una tavola del Rosso
Fiorentino raffigurante la
Deposizione. Cuore del
centro storico è la piazza
Torre di Berta, nella quale,
la seconda domenica di
settembre si svolge il
tradizionale Palio della
Balestra, con figuranti che
indossano i costumi ispirati
ai dipinti di Piero della
Francesca. Ogni due anni
Sansepolcro diventa, nel
mese di settembre, la città
del merletto, una vetrina
con espositori che
provengono dall’Italia e
dall’estero.
ANGHIARI: Splendido borgo
medievale alle pendici delle
colline tra il torrente
Sovara e la valle del
Tevere. Il suo nome è legato
ad una celebre battaglia
(Battaglia di Anghiari) del
1440, combattuta nella piana
di Anghiari e dipinta da
Leonardo nel salone di
Palazzo Vecchio a Firenze.
Salendo gradatamente dalla
pianura troviamo il
Borghetto, primo
insediamento medievale
circondato da possenti mura
cinquecentesche, la torre
medievale del Campano e la
Badia, antica chiesa
rupestre, fondata dai monaci
camaldolesi intorno all’anno
1000. Nel cuore del centro
storico si trova Palazzo
Taglieschi, sede del Museo
Statale che raccoglie
testimonianze artistiche di
notevole pregio (una Madonna
in legno policromo di Jacopo
della Quercia, terrecotte
robbiane e un organo
positivo da tavolo del ‘500
ancora funzionante). In
primavera, i vicoli e le
viuzze del borgo antico si
animano di curiosi e le
botteghe spalancano le loro
porte ai visitatori che ogni
anno, numerosi, non perdono
occasione di visitare la
tradizionale Mostra Mercato
dell’Artigianato.
(top)
IL CHIANTI E LA VALLE
DELL’ARNO
CASTELFRANCO DI SOPRA: Il
paese nasce come “Terra
Murata” nel XIII secolo, per
mano dei Fiorentini per
contrastare Arezzo e i suoi
alleati, ma già
precedentemente vi erano
stati insediamenti di vario
tipo, sia militari che
civili. La zona era infatti
percorsa da importanti vie
di comunicazione prima in
età Etrusca e poi Romana. La
cinta muraria è
quadrangolare con quattro
porte torri da cui si
dipartivano gli assi viari,
oggi ne sono rimaste solo
due, al centro sorge
tutt’ora la piazza
principale con il Palazzo
del Municipio, costruito
agli inizi del XIV secolo.
Alle porte del paese si
trova un breve raccordo che
conduce alla Badia di San
Salvatore a Soffena, il
complesso costituito da
chiesa, convento e chiostro,
nacque nell’XI secolo sulle
rovine di un castello.
Vicino al paese si può
ammirare l’inimitabile
paesaggio delle BALZE, che
offrono uno spettacolo da
fiaba, irto di guglie,
pinnacoli piramidi scavate
dall’acqua e dal vento in
centinaia di migliaia di
anni.
LORO CIUFFENNA: Antico borgo
edificato su di un suolo
roccioso in cui scorrono
numerosi corsi d’acqua, il
principale è il Ciuffenna.
Passeggiando per le strade
del centro storico si può
vedere come la vita del
paese sia stata legata a
questo corso d’acqua, dal
ponte su cui passa il
tracciato della via
principale, il mulino con le
macine in pietra, per la
macinatura del frumento e
dei cereali di tutto il
territorio circostante.
Nella parte più alta del
paese si trovano la chiesa
parrocchiale di Maria
Assunta, nominata nei
documenti fin dal secolo
XIII e allargata nel XIV,
che ingloba una delle torri
di cinta del paese. La parte
più bassa del borgo detto
“FONDACCIO” racchiude gli
edifici residenziali più
antichi, collegati da
viuzze, scale, piazzette e
passaggi coperti che
riportano ad un clima quasi
fuori tempo, creato anche
dalle numerose testimonianze
del passato. All’interno del
paese si trova il Museo
dedicato a Venturino
Venturi, che conserva in un
ambiente ottimamente
restaurato, importanti opere
dell’artista. Poco fuori dal
paese sorge la bellissima
Pieve romanica di Gropina,
attorno alla quale si
raccoglie un nucleo di una
ventina di abitazioni.
PIAN DI SCO’: L’origine di
Pian di Scò, il cui nome
deriva probabilmente da
un’abbreviazione di Resco
(fiume che attraversa il
paese) è oltremodo
singolare. Il centro nacque
infatti dall’unione di più
nuclei abitati sorti attorno
ad una serie di mulini posti
lungo il “fosso macinate”,
un canale artificiale
realizzato per alimentare un
gran numero di macine,
alcune delle quali oggi
ancora attive. Il paese
divenne comunità a seguito
del riordino amministrativo
napoleonico nel 1809,
venendo staccato da
Castelfranco e non esistendo
all’epoca un vero e proprio
capoluogo, il Municipio
venne posto temporaneamente
in una Villa a San Miniato a
Scò. Il tessuto insediativo
del paese è quindi molto
particolare, essendosi
sviluppato lungo il fosso e
lungo la strada maestra che
collegava i vari mulini. Le
acque e la viabilità sono
quindi i fattori cui più è
legata l’origine del luogo,
oltre naturalmente alla
Pieve di Santa Maria che vi
sorse tra il X e l’ XI
secolo, in dipendenza del
vescovo di Fiesole.
BUCINE: Il nome di questa
località rivela un’origine etrusco-romana, ma fu nel
medioevo che assunse
un’importante funzione
strategica come castello
posto a controllo della Val
d’Ambra. Poco distante
dall’abitato è interessante
una sosta alla Pieve
romanica di Galatrona per
ammirare un fonte
battesimale attribuito a
Luca della Robbia.
Testimonianza dell’arte e
dello spirito è la Badia di
San Pietro a Ruoti, una
delle più importanti abbazie
camaldolesi del territorio
aretino. Il Medioevo
riaffiora anche con i suoi
castelli, famoso quello di
Cennina, caratteristico per
la tipologia di materiali
utilizzati (pietra e
mattoni) e per la sua
architettura castellare. In
estate il suo cortile si
trasforma in un teatro
all’aperto per ospitare
concerti ed eventi musicali
di grande pregio.
MONTEVARCHI: Montevarchi
sorge nel cuore di una
vallata, solcata dall’Arno,
di notevole interesse
paesaggistico e ricca di
testimonianze storiche;
inoltre attraversata da
importanti arterie di
comunicazione, costituisce
anche un ottimo punto
riferimento per escursioni
giornaliere nelle altre
grandi e piccole città
d’arte della regione. Il
centro storico conserva
ancora un assetto
urbanistico medioevale
raccolto intorno alla sua
piazza centrale, piazza
Varchi. Le fanno da contorno
il Palazzo Pretorio, la
Collegiata di San Lorenzo
risalente al XIII secolo ma
rifatta qualche secolo dopo
su progetto di Massimiliano
Soldani Benzi. Nell’ex
sagrestia, sede del Museo di
Arte Sacra, il tempietto
robbiano attribuito ad
Andrea della Robbia e la
Consegna della Reliquia del
Sacro Latte da parte del
Conte Guerra, rappresentano
una delle più alte
testimonianze dell’arte e
della maestria di invetriare
la terracotta da parte della
celebre famiglia fiorentina.
Montevarchi è uno dei
maggiori centri commerciali
della vallata con produzioni
tipiche di alta qualità,
come: calzature,
abbigliamento e fiori, senza
dimenticare il vino e l’olio
extra-vergine di oliva.
SAN GIOVANNI VALDARNO: La
città di San Giovanni
Valdarno è uno dei maggiori
centri del Valdarno
sviluppatosi lungo la strada
di grande comunicazione
Arezzo-Firenze. Qui, il 21
dicembre 1401 nacque
Masaccio, l’artista
innovatore della pittura
rinascimentale. In Corso
Italia è possibile visitare,
in occasione di esposizioni,
la sua casa natale. Cuore
del centro storico è piazza
Masaccio con il Palazzo
Pretorio progettato, secondo
il Vasari, da Arnolfo di
Cambio. Le fanno da contorno
notevoli edifici: la
quattrocentesca Basilica di
Santa Maria delle Grazie ed
il Museo che conserva una
ricca collezione pittorica e
una bellissima Annunciazione
del Beato Angelico; la
Chiesa di San Lorenzo del
XIV secolo con pareti adorne
di affreschi del 1400 del
pittore Giovanni di Ser
Giovanni detto lo
“Scheggia”, fratello minore
di Masaccio. In piazza
Cavour è situata la Pieve di
San Giovanni Battista
risalente alla prima metà
del XIV secolo. Un
appuntamento culturale di
forte rilevanza è la
rassegna cinematografica
Valdarno Cinema Fedic che si
svolge ogni anno nel mese di
aprile. (top)
LA TERRA DI SIENA
CHIUSII: Città ricca di
storia e cultura, è un
centro archeologico di
importanza internazionale.
Di origini umbro-etrusche
conobbe un periodo di grande
espansione tra il VII e il V
secolo a.C. dopodiché entrò
nella sfera di influenza
romana. Sede del ducato
longobardo nel 765, conobbe
presto una decadenza a causa
dell’impaludamento del
territorio e della
conseguente diffusione della
malaria. Entrata dapprima
nell’orbita di Orvieto e poi
in quella di Siena, divenne
per breve tempo libero
comune prima di essere
rivenduta a Siena ed entrare
quindi a far parte, nel
1556, del ducato fiorentino.
La notevole importanza
turistica di Chiusi è legata
al suo ricco patrimonio
monumentale tra cui
ricordiamo il Museo
Archeologico Nazionale che
espone circa 2500 reperti
frutto di scavi sistematici
o provenienti da collezioni
private e le tombe etrusche
(della Pellegrina, del Leone
o della Scimmia) disseminate
nel suo territorio. Per chi
ama la natura si consiglia
una visita al Lago di
Chiusi, residuo della palude
della Valdichiana,
costituisce un sito di
notevole interesse
floro-faunistico.
PIENZA: La piccola città del
senese, è un esempio raro di
urbanistica rinascimentale
portata a compimento. Il
centro di Pienza fu
completamente trasformato
dal Papa Pio II che progettò
di trasformare il suo borgo
natale in una città ideale
che rappresentasse un
modello del Rinascimento.
L’architetto Bernardo
Rossellino ebbe l’incarico
di costruire un Duomo, un
palazzo papale e un palazzo
comunale; i lavori furono
completati in tre anni
(1459-1462). Definita di
volta in volta la ‘città
ideale’, la ‘città utopia’,
essa rappresenta oggi
concretamente una delle
modalità costruttive
attraverso le quali in età
rinascimentale si cercò di
realizzare un modello di
vita e di governo ‘ideale’
sulla terra, elaborando
un’idea di città che fosse
in grado di dare risposte
concrete al desiderio di
convivenza civile pacifica e
operosa degli uomini. Oggi
Pienza fa parte di un
sistema territoriale
chiamato “Parco Artistico,
Naturale e Culturale della
Val d’Orcia”, che mira alla
conservazione dello
straordinario patrimonio
artistico dei cinque comuni
che ne fanno parte:
Castiglion d’Orcia,
Montalcino, Pienza,
Radicofani e San Quirico
d’Orcia.
MONTALCINO: Città tra le più
belle della Toscana, anche
per il panorama che la
circonda e sul quale si
affaccia dall’alto della
maestosa rocca. Il suo
territorio, che fa parte del
Parco Artistico Naturale e
Culturale della Val d’Orcia,
è coperto da coltivazioni di
vite (da cui si ricavano
vini di alto pregio), olivi
e boschi. Elevata al grado
di città ed eretta a Diocesi
nel 1462 da Papa Pio II
Piccolomini, la Montalcino
rinascimentale visse momenti
storici di grande tensione
dovuti alla contesa tra
Firenze e Siena per
l’egemonia sul territorio.
Girando per la città si
possono ammirare numerose
opere architettoniche di
epoca medievale, a
cominciare dalle mura di
cinta che conservano ancora
le antiche porte e parte dei
torrioni, il Palazzo
Comunale, i Loggiati di
Piazza del Popolo, la
Cattedrale in stile
neoclassico, il Santuario
della Madonna del Soccorso,
la Chiesa di Sant’Egidio e
le bellissime chiese
trecentesche di
Sant’Agostino e di San
Francesco, con gli annessi
Conventi aperti su
bellissimi chiostri. Poco
distante da Montalcino ( 9
Km.) si trova l’ Abbazia di
Sant’Antimo meraviglioso
complesso architettonico in
stile romanico che secondo
la leggenda, sorse su una
antica cappella votiva fatta
erigere da Carlo Magno nel
781 d.C.
MONTEPULCIANO: Montepulciano
è posto sulla cima di un
colle, a confine tra la Val
di Chiana e la Val d’Orcia,
dal quale si ammirano
panorami bellissimi sulle
due valli. Come molte
località del Senese, sembra
che abbia origini etrusche.
Addirittura la leggenda dice
che sia stato lo stesso re
Porsenna a fondarla, intorno
al 500 avanti Cristo. La
bella cittadina è
considerata la perla del
‘500, un secolo di cui
ancora oggi è espressione
pressoché intatta. Il paese
è circondato da una cinta
muraria e da fortificazioni
progettate da Antonio da
Sangallo il Vecchio nel 1500
per ordine di Cosimo I. Il
centro urbano si sviluppa
lungo un corso che sale
lungo la collina
raggiungendo la piazza
centrale, Piazza Grande, che
si trova alla sua sommità.
Montepulciano è conosciuto
principalmente per
l’imponenza dei suoi palazzi
rinascimentali, per
l’elegante bellezza delle
sue chiese e per il Vino
Nobile, uno dei vini toscani
più apprezzati a livello
internazionale. Di rinomanza
internazionale sono anche le
sue acque termali
sapientemente imbrigliate in
moderni stabilimenti termali
con reparti attrezzati per
la cura delle malattie
croniche dell’apparato
respiratorio, uditivo,
urinario e delle
articolazioni
muscolo-scheletriche.
ASCIANO: Il territorio del
comune di Asciano si trova
al centro di quel sistema di
colline argillose, a sud-est
di Siena, nell’alta valle
del fiume Ombrone, chiamato
Crete Senesi. Le crete
senesi sono delle
caratteristiche ondulazioni
del terreno di natura
calcarea, incise da profonde
erosioni e marcate dalla
quasi totale assenza di zone
alberate. Cambiano colore
secondo le stagioni e sono
quanto rimane dei fondali di
un mare poco profondo,
scomparso ormai da un
milione di anni. Di origini
chiaramente medievali, il
territorio di Asciano fu
abitato sin dai tempi più
antichi, come testimonia il
ritrovamento di una
necropoli etrusca.
L’importanza economica e
strategica del paese favorì
l’interesse dei fiorentini
che, nel 1234, lo
devastarono. Assoggettato
alla signoria dei Tolomei
nel corso del XIII secolo,
Asciano tornò, sotto il
diretto controllo senese
fino al 1554 quando, insieme
a Siena, entrò a far parte
dello stato mediceo. Nel
territorio venne costruita
l’abbazia benedettina di
Monte Oliveto Maggiore,
fondata nel 1313 da Bernardo
Tolomei. L’abbazia fu un
importante centro religioso,
ma anche culturale ed
economico, diventando
particolarmente nota e
vitale nel periodo
Rinascimentale.
SIENA: Siena, la cui origine
si perde nella notte dei
tempi, si distende sui
crinali dei colli dominanti
le antiche vie di
comunicazione. Già città
Etrusca e colonia romana, è
la più omogenea delle città
toscane; le sue forme
attuali sono pressoché
identiche a quelle del 1300,
il secolo in cui la sua arte
ed economia erano
alternative e concorrenti a
quelle fiorentine.
Straordinario esempio di
architettura medievale e
fulcro della città è Piazza
del Campo, dalla
caratteristica forma a
conchiglia, sulla quale si
affacciano i più bei palazzi
di Siena ed dominata dalla
suggestiva Torre del Mangia.
E’ sede del celeberrimo
Palio che da secoli si corre
il 2 Luglio ed il 16 Agosto
di ogni anno. Il fascino
particolare di questa città
non sta soltanto nei
monumenti e nelle insigni
opere d’arte, ma soprattutto
nella qualità della vita che
il suo ambiente può offrire:
le piccole piazze, le viuzze
scoscese, gli antichi orti
che si affacciano tra i
muri, la vita che scorre
ancora lenta e tranquilla,
colpiscono anche il più
distratto dei visitatori. In
virtù delle grandi ricchezze
artistiche e degli stupendi
paesaggi, la provincia di
Siena è una delle più belle
d’Italia.
(top)
LA MAREMMA TOSCANA
GROSSETO: Città fortificata
lungo la via tra Roma e Pisa
dove, nel 1138 Innocenzo II
vi trasferì la sede
episcopale sottratta
all’ormai decaduta Roselle.
Dopo il dominio degli
Aldobrandeschi, fu Siena a
imporre il suo dominio sulla
città a partire dal 1336. Il
quadro economico e
demografico era però
critico, sia per il degrado
ambientale (Grosseto sorgeva
a pochissima distanza dalla
paludosa terra di Maremma),
sia per la difficoltà di
comunicazioni. Nel 1559
Grosseto venne assorbita
dallo Stato Fiorentino
entrando a far parte di
quello che sarebbe divenuto
di lì a poco il Granducato
di Toscana. Tuttavia non si
risollevò subito dalla sua
crisi. L’inversione di
tendenza si verificò solo
con il successo delle
imprese di bonifica, avviate
fra ‘700 e ‘800 dai Lorena e
proseguite dopo
l’unificazione dell’Italia.
Da allora sia a livello
demografico che a livello
economico la città riprese a
sollevarsi e nella seconda
metà del secolo l’attività
urbanistica, immobile dal
1300, riprese vita in
qualità ed espansione. Fu
così che il centro storico
si arricchì di nuove opere e
si cominciò a costruire
anche fuori dalle mura
medicee, inoltre vennero
promossi vari piani di
rilancio dell’agricoltura,
permettendo così a Grosseto
di venire a coprire un ruolo
trainante nell’economia
agricola toscana.
SCANSANO: Si ritiene che un
abitato esistesse nel luogo
ove sorge attualmente
Scansano, già nei secoli
precedenti al mille, il nome
di “Scansano” sembra
derivare da S. ANSANO della
famiglia Anicia, martire
cristiano del I secolo d.c.
Il documento più antico nel
quale è citato Scansano,
risale al 1188 e nel 1274,
lo si ritrova menzionato
nell’atto di divisione fra i
due rami dei Conti
Aldobrandeschi. Trovandosi
situato su una dorsale
collinare, naturale
separazione fra le terre
poste su due versanti,
Scansano subì sorti diverse
nel corso delle estenuanti
lotte fra gli Aldobrandeschi
e la Repubblica di Siena. A
datare dal 1333 Scansano è
stata sede della
“Estatatura”, ovvero
trasferimento degli uffici
giudiziari ed amministrativi
da Grosseto, pianura
paludosa e malarica, a
Scansano. Con l’Estatatura,
abolita ufficialmente nel
1897, Scansano diventa uno
dei più importanti borghi
della maremma e ai notevoli
edifici privati esistenti si
aggiungono: l’Ospedale nel
1862, il Teatro Castagnoli
nel 1892, l’attivazione
dell’Edificio Scolastico
Elementare nel 1896. Il XX
secolo, oltre che
all’incremento del
patrimonio culturale, ha
visto la progressiva
riorganizzazione
dell’attività agricola,
specie nel campo
dell’olivicoltura, zootecnia
e viticoltura. Quest’ultima
pratica agricola ha portato
al riconoscimento del
Morellino di Scansano D.O.C.
e all’espansione della
Cantina Cooperativa del
Morellino di Scansano.
PITIGLIANO: Le origini di
questa splendida cittadina
risalgono ad epoche
preistoriche: le sue
numerose tombe etrusche
venute alla luce col
trascorrere dei secoli e le
belle mura del III secolo
a.C. testimoniano senza
alcun dubbio l’origine
etrusca del pitiglianese.
Con la comparsa degli
Etruschi, il paese dovette
assumere decisamente
l’aspetto di agglomerato
urbano, anche se soggetto
all’influenza sia politica
che economica della vicina
Lucumonia di Vulci, il cui
territorio si estendeva fino
alla media valle del fiume
Fiora. Fin dall’VIII sec.
A.C. la vita politica di
questo paese fu strettamente
legata a Sovana, sede
principale della famiglia
Aldobrandeschi. L’elevata
posizione strategica
contribuì a conferire a
Pitigliano una sempre
maggiore importanza
militare; già nel 1202 il
paese si poteva inserire a
pieno negli scontri fra gli
Aldobrandeschi e la
Repubblica di Siena. Il nome
PITIGLIANO dovrebbe risalire
all’epoca romana e secondo
un’antica leggenda gli fu
attribuito da due esuli,
Petilio e Ciliano, che, dopo
aver rubato la corona d’oro
di Giove Statore dal
Campidoglio di Roma, si
rifugiarono sullo sperone di
tufo su cui sorge l’odierno
abitato per sfuggire ai loro
inseguitori.
SATURNIA: Il paese di
Saturnia si trova nel comune
di Manciano il più vasto
della provincia di Grosseto
che per questo propone un
paesaggio molto variegato.
Antico Borgo etrusco e
romano, abitato fin
dall’epoca preistorica,
venne distrutto da Silla
nell’82 a.c. La cinta
muraria eretta dai senesi
(1454-1464) lungo il ciglio
del pianoro su cui è posto
l’abitato, è ancora oggi
riconoscibile anche se
frammentaria; in essa sono
presenti inglobati dei
tratti in opera poligonale
riferibili al periodo
romano. Nelle mura romane si
aprivano quattro porte, di
cui la sola superstite è la
Porta Romana, sotto cui
transita una via basolata
(forse l’antica Via Clodia).
Caratterizzata da una storia
molto travagliata, conobbe
il periodo di maggior
fioritura durante il periodo
di dominio degli
Aldobrandeschi. Oggi,
Saturnia, è un piccolo e
tranquillo Borgo Turistico,
che sfrutta per la propria
valorizzazione la vicinanza
alle terme, ormai note a
livello internazionale,
nelle cui vasche sgorga
acqua sulfurea a 37,5 gradi
centigradi.
MAGLIANO IN TOSCANA: Antica
città conosciuta al tempo
dei romani con il nome di Heba. A tutt’oggi è aperto
il dibattito sulle presunte
origini della stessa, alcuni
sostengono sia di origine
etrusca, altri storici
affermano che sia stata
fondata dai romani. Comunque
sia, il paese assunse una
certa importanza quando gli
Aldobrandeschi di Sovana,
intorno al 900, vi fecero
costruire la cinta di mura
tutt’ora in buone
condizioni. Sempre nel
periodo Aldobrandesco
(1100-1200) vennero
costruite le chiese di San
Martino e di San Bruzio.
Circa due secoli più tardi,
Magliano passò sotto il
dominio di Siena, ed in
questo periodo vennero
aggiunti alle mura dei
possenti torrioni, costruiti
nel 1400 dall’architetto
Bibbiena. Nel 1555 infine,
dopo la caduta di Siena ad
opera degli spagnoli, il
paese venne ceduto ai Medici
e amministrato come un feudo
del granducato di Toscana.
In seguito alla legge di
abolizione dei feudi
granducali, la storia del
paese andò di pari passo con
quella del granducato di
Toscana prima e dell’Italia
poi.
PARCO NATURALE DELLA
MAREMMA: Il Parco Naturale
della Maremma, situato in
provincia di Grosseto nella
parte meridionale della
Toscana, comprende una
fascia costiera di circa
9800 ha, che si estende
dall’abitato di Principina a
Mare, a nord, al promontorio
di Talamone, a sud. La
maggior parte del parco è
rappresentata, dai Monti
dell’Uccellina, una catena
di colline parallele alla
costa e rivestite di fitta
macchia, che culmina nel
Poggio Lecci. La zona
settentrionale del Parco è
pianeggiante ed è costituita
da terreni alluvionali
formati dai depositi
trasportati dal fiume
Ombrone. La costa, che ha
uno sviluppo di circa 20 km,
si presenta come una
successione di ampi arenili,
che si allungano dalla Bocca
d’Ombrone alla Cala di
Forno, dove i Monti
dell’Uccellina cominciano a
precipitare in mare formando
una scogliera che si
prolunga fino al promontorio
di Talamone. Per quanto
concerne la copertura dei
suoli e la copertura
vegetale, il territorio del
Parco comprende ambienti
estremamente differenziati,
dai campi coltivati ai
pascoli, dalla macchia
mediterranea alle zone
rocciose, dalla pineta alla
palude e alle dune sabbiose.
Per quanto riguarda il
clima, nell’area del Parco
sono presenti situazioni
diverse con caratteri di
tipo continentale,
mediterraneo e subdesertico,
che si manifestano anche
nella varietà della
vegetazione.
(top)
LA COSTA TOSCANA
Un mare limpido lambisce la
sua lunghissima costa
variegata, fatta di
soleggiate distese di sabbia
fine che si sviluppano per
chilometri e chilometri
lungo un mare sempre azzurro
e pulito, di calette
discrete, incastonate tra
mare e roccia e di anfratti
rocciosi che salgono alti ed
orgogliosi quasi a voler
fronteggiare fieri il Mare
Tirreno e da dove si possono
ammirare dei bellissimi
panorami sulle località
balneari più esclusive della
Maremma, sulle vicine Isola
d’Elba, Isola del Giglio e
sugli altri isolotti minori
dell’arcipelago toscano. La
costa maremmana si ammanta
per tutta la sua lunghezza
del verde intenso di una
pineta folta e luminosa dove
gli alti pini assicurano
salute, fresco e pace nei
mesi più caldi, sipario da
sogno, che la divide dalla
sua suggestiva campagna..iva campagna.
Una campagna dove la natura
è sovrana, in cui da secoli
l’uomo la asseconda con un
atteggiamento sacrale e
rispettoso, dove puoi
incontrare mandrie di
possenti buoi maremmani che
si spingono lenti e vigorosi
nei verdi pascoli, butteri a
cavallo che seguono con
maestria gli armenti o
festosi nuclei di cavalli
bradi lanciati in rincorse
giocose nelle radure
pianeggianti e umide.
La sua costa, le sue pinete,
i suoi preziosi affioramenti
termali, le sue colline, il
suo imponente monte, la sua
storia ricca di vestigia, di
reperti e monumenti, le sue
tradizioni, i suoi prodotti
genuini fanno di questa
terra incontaminata una
destinazione ambita,
ricercata ed affascinante.
VOLTERRA E SAN GIMIGNANO
VOLTERRA: Edificata su un
dorsale collinoso, fra le
valli dell’Era e del Cecina,
cinta da una doppia cortina
di mura, Volterra, è uno dei
centri più importanti della
Toscana, sia per la presenza
di monumenti che attestano
le civiltà che si sono
succedute nel corso di
trenta secoli, sia per la
lavorazione dell’ alabastro
i cui manufatti
costituiscono oggi uno dei
più tipici e tradizionali
prodotti di esportazione
dell’artigianato italiano. A
Volterra la storia ha
lasciato il suo segno con
continuità dal periodo
etrusco fino all’ottocento,
con testimonianze artistiche
e monumentali di grandissimo
rilievo, che possono essere
ammirate passeggiando per le
vie del centro storico, o
visitando i tre musei
cittadini: il Museo Etrusco,
la Pinacoteca Civica e il
Museo d’Arte Sacra.
Volterra, oggi, e una città
non ancora contaminata dal
ritmo vertiginoso della vita
moderna e chi vi giunge per
la prima volta ha
l’impressione di trovarsi
davanti ad una città
particolare, dove poter
vivere nell’antico, fra le
strette viuzze di un borgo
medioevale, fra mestieri che
affondano le radici in un
lontano passato. La meta
ideale per un soggiorno in
Toscana, alla scoperta di
una delle zone più belle
della regione, ad un passo
dal mare e dalle più
importanti città d’arte.
SAN GIMIGNANO: San Gimignano
si erge con il profilo delle
sue torri, su di un colle
(m.334) a dominio della Val
d’Elsa. Sede di un piccolo
villaggio etrusco del
periodo ellenistico (III-II
sec. a.C.) iniziò la sua
storia intorno al X secolo
prendendo il nome del Santo
Vescovo di Modena, San
Gimignano, che avrebbe
salvato il borgo dalle orde
barbariche. Ebbe grande
sviluppo durante il Medioevo
e grazie alla via Francigena
che lo attraversava, divenne
un punto di scambi
commerciali di primaria
importanza. L’orgoglio delle
famiglie arricchite con i
commerci fa sorgere 72
torri, (per legge, tuttavia,
nessuna di queste poteva
superare in altezza la torre
del comune, detta Rognosa).
Oggi ne rimangono solo 15,
intere o mozze, ma sono
sufficienti a rendere
inconfondibile il profilo
della città. La terribile
peste del 1348 ed il
successivo spopolamento
gettarono San Gimignano in
una grave crisi.Dal degrado
e abbandono dei secoli
successivi, si uscì soltanto
quando si cominciò a
riscoprire la bellezza della
città, la sua importanza
culturale e l’originaria
identità agricola. La
struttura urbana e i
numerosi edifici civili e
religiosi, adornati da
importanti opere d’arte e
rimasti pressoché intatti,
hanno permesso alla città di
conservare la su fisionomia
medievale.
CERTALDO: Affascinante borgo
in collina immerso nel cuore
del Chianti, in provincia di
Firenze. L’antico paese, di
origine etrusco-romana,
sorto alla confluenza del
torrente Agliena col fiume
Elsa, conserva l’ originale
struttura medioevale,
caratterizzata da stretti
vicoletti che si snodano tra
imponenti edifici in
mattoni. Divenuto feudo dei
Conti Alberti in seguito a
concessione del territorio
da parte di Federico il
Barbarossa, fu assoggettato
alla Repubblica di Firenze
nel 1293, per diventare dal
1415 sede del Vicariato,
tanto che, anche nel periodo
Mediceo, fu il centro
politico e giudiziario più
importante della Valdelsa.
Certaldo è conosciuto per
essere stata “la Patria del
Boccaccio”, il novelliere la
cui opera più famosa è Il
Decamerone scritto nel 1351,
ma non mancano nella storia
del paese altri nomi
famosissimi come Pace della
Rena, Geri di Lazzaro Becci,
Niccolò Macchiavelli. Da
visitare: il Palazzo
Pretorio, l’antico centro
del potere e della giustizia
locale con le segrete, la
“stanza dei tormenti”, il
torrione panoramico. La Casa
del Boccaccio con la sua
biblioteca specializzata su
tutte le diverse edizioni e
traduzioni del Decamerone ed
i relativi studi. La chiesa
duecentesca dei Santi Jacopo
e Filippo al cui interno si
trova una lastra tombale del
Boccaccio ed un affresco del
‘300.
(top)
LA VERDE UMBRIA
PERUGIA: Perugia domina la
Valle del Tevere dall’alto
di un colle aspro e
irregolare: la particolare
conformazione del terreno ha
prodotto una grande varietà
di situazioni urbanistiche,
conferendo alla città un
aspetto particolarissimo.
Dopo la caduta dell’Impero
Romano Perugia viene
distrutta da Totila nel 547;
in seguito fa parte dei
domini bizantini; nel secolo
XI diventa un potente Comune
indipendente alleato dello
Stato Pontificio. Il XIV
secolo è segnato da furiose
lotte interne tra nobili e
popolari, e dalla guerra
contro il Papato, che vuole
ricondurre le città umbre
sotto il proprio controllo.
Nel 1540 Perugia viene posta
direttamente sotto il
controllo dello Stato
Pontificio, e Paolo III fa
costruire da Antonio da
Sangallo la Rocca Paolina,
simbolo del potere papale
sulla città. Il dominio
papale continua, salvo brevi
intervalli durante
l’occupazione francese e la
Repubblica Romana, fino alla
nascita del Regno d’Italia.
La Perugia di oggi è una
città moderna e cosmopolita,
conosciuta in tutto il mondo
per le sue manifestazioni
culturali e la sua
Università per Stranieri;
orgogliosa della sua
tradizione storica e delle
bellissime vestigia del
passato, si lascia ammirare
nei suoi mille angoli in cui
passato e presente si
integrano e creano
un’atmosfera
indimenticabile.
ASSISI: Le origini di
Assisi, come per molte altre citta’ in Umbria, sono
incerte. Abitata, in
origine, dagli Umbri,
successivamente risenti’
dell’influenza Etrusca e
Romana. Intorno al 545, dopo
la caduta dell’ Impero
Romano, la citta’ divenne un
insediamento dei Goti. Piu’
tardi cadde sotto mano
Longobarda. Intorno all’anno
1000, divenne un comune
indipendente e, durante
questo periodo conobbe uno
sviluppo straordinario
soprattutto grazie ai
movimenti monastici (in
special modo i Benedettini).
Nel 1180 vi nacque San
Francesco, il piu’ famoso
dei suoi cittadini che dal
1206, si dedicò al servizio
di Dio, aiutando i poveri e
vivendo come povero egli
stesso. Francesco viene
proclamato santo nel 1228,
due soli anni dopo la sua
morte, da Papa Gregorio IX.
La citta’ fu prima sotto
l’impero e poi sotto il
papato. Successivamente fu
la volta delle signorie come
quella di Gian Galeazzo
Visconti, della famiglia dei
Montefeltro, di Braccio
Fortebraccio e di Francesco
Sforza, fino alla meta’ del
sedicesimo secolo, quando
l’Umbria fu conquistata dal
Papa Paolo III. Piu’ tardi,
nel diciannovesimo secolo,
la citta’ divenne parte del
nascente stato italiano,
insieme alle altre citta’
dell’Umbria.
ORVIETO: Il turista che
giunge ad Orvieto in treno o
in macchina scorge a
distanza la cittadina che,
in mezzo allo stupendo
scenario dei campi e dei
vigneti, si eleva su un
masso di tufo, le cui
impervie pareti sembrano
cingerla, piu’ che
innalzarla, come una
fortezza sulla pianeggiante
vallata del fiume Paglia.
Per la sua posizione, per le
antichita’ etrusche, per
l’aspetto in parte medievale
delle sue vie e soprattutto
per il celebre Duomo,
gioiello dell’arte gotica,
Orvieto e’ una delle piu’
singolari ed interessanti
citta’ d’Italia. Visitare
questa città è come
attraversare la storia,
perchè vi si ritrovano,
stratificate e concentrate,
le tracce di quasi tre
millenni di storia. Ancora
oggi Orvieto conserva le
preziose testimonianze dei
suoi gloriosi percorsi
storici, monumenti, chiese
ed in particolare il
pregevole Duomo, uno dei
monumenti più importanti e
meglio mantenuti d’Italia.
Orvieto è anche famosa per
la produzione dell’ottimo
vino Classico d’Orvieto, per
le ceramiche, i prodotti
artigianali e le grandi
tradizioni tra cui il Palio
dell’Oca, un gioco di piazza
già esistente nel’400. La
manifestazione coinvolge
tutta la città ed il Palio
viene disputato fra 40
cavalieri divisi per
contrade, uno spettacolo
davvero emozionante.
GUBBIO: Gubbio, antichissima
città ed importante centro
di vita romana, le cui
origini si fanno risalire
all’acme della civiltà
umbra, è una fiorente città
adagiata nei contrafforti
dell’Appennino ad una
altitudine di circa 500 m.
sul livello del mare.
Svettano qua e là torri
intatte, austere facciate di
case annerite dai secoli,
chiese gotiche e palazzi che
simboleggiano la potenza di
questa città-stato
medievale. All’inizio del
XIV secolo risale la
costruzione del superbo
complesso urbanistico
formato dal Palazzo dei
Consoli, dalla Piazza
Pensile e dal Palazzo
Pretorio. Di grande
interesse per il turista
sono anche il Duomo, Santa
Maria Nuova, Sant’Agostino e
la chiesa gotica di San
Francesco con l’annesso
convento, San Giovanni, San
Pietro e San Domenico. Usi e
costumi rivivono nella
celebre “Festa dei Ceri” (15
maggio) che abbraccia nella
sua storia secolare sacro e
profano nell’esaltazione
fraterna dei valori della
vita, nella processione del
Cristo morto (venerdì
santo), nel “Palio della
balestra” (ultima domenica
di maggio). Da segnalare il
grande richiamo della cucina
eugubina. In ogni ristorante
di Gubbio è facile trovare
cibi di tradizione e
semplici specialità. Ma
sovrano su tutto è il
tartufo bianco del luogo
che, in autunno ed in
inverno, accompagna piatti
frugali ma eccellenti per il
loro inconfondibile aroma.
TODI: Arroccata su un’altura
di circa 400 m. s.l.m., la
città domina la valle del
Tevere in una zona di
confine con l’antico
territorio degli Etruschi,
dei quali subì infatti la
dominazione. La città
mantiene ancora oggi
un’integrità storica
particolare; nel suo tessuto
le epoche sembrano fondersi
con naturale continuità ed i
contrasti non si rivelano
con violenza. L’ottimo
rapporto con il paesaggio
circostante non ha mai
subito alterazioni profonde:
la connotazione agricola del
territorio stesso non può
dirsi in alcun modo
stravolta. L’espansione
edilizia degli anni recenti
si lega alle piccole
frazioni di fondovalle,
lasciando intatto il profilo
della città a corona del
colle che scende ripido tra
boschi e colture. Il cuore
della città è rappresentato
da Piazza del Popolo, nella
sua forma allungata e chiusa
dai volumi monumentali dei
Palazzi Pubblici e del
Duomo. Una visita di Todi
non può considerarsi
conclusa senza un’immersione
nella splendida campagna
sottostante, il cui panorama
costituisce di per sé una
rilevante attrattiva
turistica. Il territorio
circostante il Centro
Storico era un tempo
punteggiato da innumerevoli
castelli che formavano un
sistema difensivo
particolarmente efficace ed
articolato i cui resti,
seminascosti tra la
vegetazione, sono ancora
oggi visibili.
IL LAGO TRASIMENO: Il Lago
Trasimeno è, per estensione,
il maggiore dell’Italia
peninsulare e quarto in
assoluto dell’intero paese.
Dalle sue acque emergono tre
isole, la Minore, la
Maggiore e la Polvese,
collegate ai principali
paesi che sorgono sulle
sponde del lago dai
traghetti della locale
compagnia di navigazione. A
livello amministrativo la
zona del Trasimeno fa parte
dell’Umbria, ma
culturalmente e
geograficamente è insieme
Umbria e Toscana. Nell’area
del Lago il confine fra le
due regioni rimane
misteriosamente indefinito,
nella lingua e nel paesaggio
così come nei sapori della
cucina e nelle tradizioni.
Si trova perfettamente al
centro d’Italia, in un punto
che sin dall’antichità è
situato a ridosso dei
percorsi che dal centro e
dal nord Europa conducono a
Roma. Dal Lago Trasimeno si
possono programmare una
serie di comode escursioni.e escursioni.
Nel raggio di un centinaio
di chilometri si trova
almeno un quarto del
patrimonio artistico
mondiale: Firenze, Perugia,
Siena, Arezzo, Assisi,
Orvieto, Gubbio, Spoleto,
Chiusi, Cortona, Tarquinia.
Ci sono a portata di mano la
maggior parte dell’arte
rinascimentale italiana,
nonché una parte
considerevole di quella
antica e medioevale. In
appena due ore di macchina,
inoltre, si può facilmente
raggiungere il centro di
Roma.
(top)
ROMA E IL LAZIO
ROMA è il capoluogo del Lazio. Lo sappiamo tutti: grande e irresistibile è il richiamo della Città Eterna, capitale della cristianità, sede del Papato, incomparabile contenitore di capolavori architettonici e artistici del mondo antico. Si può resistere al fascino di Roma? difficile, ma perché non provarci
e spendere qualche giorno alla “esplorazione” del Lazio?Si scoprirebbe così una regione di grande fascino naturalistico e ambientale,
con una straordinaria varietà di paesaggi: ampie spiagge, grandi pinete, monti come il Terminillo (ottima stazione sciistica), dolci colline ed estese pianure. Una regione ricca di monumenti dell’arte che ricordano con rara immediatezza la lunga, straordinaria storia di questa regione. Le testimonianze
della romanità e delle successive epoche storiche sono innumerevoli fuori Roma, nelle altre province del Lazio e negli stessi capoluoghi: Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone. Il Lazio, dunque, non è solo Roma. Roma è anche il Lazio.
PROVINCIA DI RIETI | LA SABINA
-
I primi insediamenti umani nel territorio Sabino risalgono al Paleolitico. Resti archeologici delle ere preistoriche costellano l’intera provincia, come i ripostigli di Piediluco-Contigliano, che hanno restituito bronzi di origine cipriota ed egea. La storia di queste terre si lega indissolubilmente ai Sabini, popolo proveniente
dall’area del Gran Sasso e insediatosi nelle valli del Velino e del Tevere. Protagonisti di miti e leggende, dal ratto delle Sabine all’origine sabina dei primi re di Roma, i Sabini sono oggi oggetto di una fervida riscoperta,
legata a scavi archeologici e mostre. Il 290 a.C. fu la fine di un’epoca. In quell’anno i romani conquistarono l’intero territorio, determinando
una radicale trasformazione sociale, economica e delle forme insediative.
La bonifica della piana reatina attraverso lo scavo di un canale alle Marmore, conferma la fama dei Romani come inarrivabili ingegneri. Dal II sec. a.C. la Sabina si popolò di grandi ville rustiche, centri di produzione agricola quasi di livello “industriale”. Alcuni di questi insediamenti hanno lasciato un’impronta indelebile nel territorio, come le cosiddette ville di Vespasiano e Tito. In età moderna in Sabina si consolidarono i domini delle grandi famiglie, dagli Orsini, ai Savelli e ai Colonna si aggiunsero i Barberini e i Borghese. La piana reatina fu, invece, impegnata da grandi lavori di bonifica, condotti dai massimi architetti dell’epoca: nel 1545 fu la volta del Sangallo seguito, sul finire del secolo, da Giovanni Fontana. Una delle attrattive del territorio reatino è la buona cucina, ricca di mille piatti, di ricette antiche e prodotti nati da una terra incontaminata.Gran parte dei meriti della gastronomia reatina va allo straordinario olio dop della Sabina, dall’odore fruttato e dal sapore vellutato.Merita un cenno particolare la cucina di Amatrice, con un piatto noto a livello internazionale: gli spaghetti all’amatriciana. Mentre si percorrono i paesi del reatino, non si possono non assaggiare tante eccellenti specialità: il fallone di Stimigliano, il farro al tartufo di Leonessa, gli strengozzi alla reatina, i marroni e gli stracci di Antrodoco, le fregnacce alla sabinese, i fagioli di Borbona e le sagne scandrigliesi. Da assaggiare
i formaggi pecorini, freschi o stagionati, la ricotta, in particolare il “fiore molle” di Leonessa aromatizzata allo zafferano. Il territorio reatino si mantiene particolarmente vivo e stimolante grazie al grande patrimonio folkloristico e tradizionale che viene quotidianamente tramandato.La
cultura dell’olio, le feste
e le processioni religiose,
le rievocazioni storiche, le
innumerevoli sagre, sono
espressioni della grande
ricchezza culturale
racchiusa in questa terra.
L’artigianato artistico
della zona offre una serie
infinita di prodotti, frutto
della sapienza antica.
Oggetti in ceramica,
preziosi ricami, tessiture
con telai antichi, pittura
su stoffa, oggetti
decorativi in legno e
mobili, icone, tutto è
realizzato dalle mani dei
nostri maestri artigiani,
ripetendo gesti lontani nel
tempo. (top)
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